BERNA, 23 ott (ats) L'iniziativa popolare «Contro l'edificazione di minareti» (08.061 ) non è stata graziata dalla commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale, che con 16 voti contro 7 e 1 astenuto ha raccomandato oggi al plenum di respingere questo progetto.

Con la sua decisione, la commissione ha così seguito il Consiglio federale. Il suo presidente Gerhard Pfister (PPD/ZG) ha dichiarato oggi alla stampa che la commissione, come il governo, ritiene che l'iniziativa, promossa da ambienti dell'UDC e dell'UDF, sia contraria a una serie di principi fondamentali: uguaglianza davanti alla legge, rifiuto della discriminazione, libertà di credo, proporzionalità, garanzia della proprietà e rispetto del diritto internazionale.  
 
Inoltre, il testo invade eccessivamente il diritto cantonale, in particolare per quel che concerne la pianificazione del territorio e i regolamenti di costruzione. Da un punto di vista sociale, essa metterebbe in pericolo la pace religiosa in Svizzera. Al posto di combattere l'islamismo fondamentalista e violento, essa non farebbe altro che alimentarlo. 
 
Infatti, l'iniziativa metterebbe in pericolo l'integrazione dei musulmani che nella stragrande maggioranza rispettano il diritto elvetico, ha sottolineato Pfister. Infine, se l'iniziativa fosse accolta, la Svizzera non potrebbe più onorare i propri impegni internazionali. Essa rischierebbe di farsi condannare dalla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo.
 
Iniziativa valida 
 
Nonostante tutti questi appunti, la commissione non si è spinta fino a invalidare il testo. Con 17 voti contro 4 e 3 astenuti, rifiutando di consultare nuovamente esperti giuridici, la commissione ha respinto una proposta in questo senso difesa dalla sinistra.  
 
La minoranza difende questa posizione in nome dell'incompatibilità dell'iniziativa con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e il Patto dell'ONU relativo ai diritti civili e politici. Essa teme inoltre concreti problemi di applicazione. 
 
Tuttavia, la maggioranza vuole rispettare rigorosamente la pratica sin qui seguita. Fintanto che un'iniziativa rispetta l'unità della forma e della materia e che non infrange il diritto internazionale imperativo, essa dev'essere dichiarata valida. Non vi è nemmeno motivo d'impedire al popolo di pronunciarsi su una tematica dai forti risvolti simbolici ed emotivi. 
 
Questa decisione è stata favorevolmente accolta da Walter Wobmann (UDC/SO), rappresentante degli iniziativisti in seno alla commissione. A suo modo di vedere è necessario che gli Svizzeri possano esprimersi su quella che ha denunciato come una «islamizzazione della società». Secondo lui, i minareti sono «simboli del potere».
 
Solo in primavera 
 
La commissione non sembra dar prova di altrettanta fretta del Consiglio federale nel sottoporre l'iniziativa al verdetto popolare. Mentre il governo aveva annunciato il giorno stesso del deposito delle firme dell'iniziativa di voler bocciare questo testo, il Nazionale potrebbe pronunciarsi soltanto in primavera.  Il programma della sessione invernale è infatti già molto carico.

23 ottobre 2008