La commissione ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco, ha dichiarato oggi alla stampa il suo presidente Philipp Stähelin (PPD/TG). La procedura scelta, che vedrà il versamento dei 6 miliardi di franchi probabilmente prima del via libera definitivo del parlamento, non lascia molto margine di manovra ai deputati.
«Non si deve perdere di vista l'obiettivo finale, ossia il rilancio dell'economia svizzera» ed evitare il crollo della
principale banca svizzera. Sebbene ancora modesti, i primi effetti del piano di salvataggio del Consiglio federale iniziano a farsi sentire, ha aggiunto Stähelin.
Nessun limite salariale
I membri della commissione si sono interrogati a lungo sulla necessità di vincolare il versamento dei 6 miliardi a condizioni supplementari. Con 10 voti contro 3, la commissione non ha voluto esigere il rimborso delle indennità indebitamente incassate dai responsabili della banca.
La commissione non ha nemmeno voluto limitare a 91'200 franchi al mese (ossia 40 volte la rendita massima AVS per il 2009) i salari versati ai quadri e agli amministratori. In questo settore - ha precisato Stähelin - «ci aspettiamo dall'UBS che intervenga essa stessa».
Donazioni ai partiti
Con 7 voti contro 5 e 1 astenuto, la commissione non ha voluto vietare all'UBS di fare donazioni ai partiti per la durata del piano di salvataggio federale. Al riguardo il presidente della commissione ha dichiarato che il problema va affrontato da un punto di vista più ampio. «La questione non è archiviata».
Isole Cayman
Altro tema dibattuto in commissione: l'ubicazione della società che dovrà gestire i circa 60 miliardi di «titoli illiquidi» dell'UBS alle Isole Cayman. Visti gli interrogativi suscitati da questa scelta, la Banca nazionale svizzera (BNS) esamina la possibilità di creare tale società in Svizzera, ha ricordato Didier Burkhalter (PLR/NE).
A suo modo di vedere, occorre trovare la formula che permetta di ottenere altrettanti vantaggi giuridici anche alle nostre latitudini. La scelta delle Cayman non ha nulla a che vedere con i privilegi fiscali, ha aggiunto Stähelin. Orbene, «la questione della scelta del luogo non è essenziale».
Prestito rimunerato
La Confederazione dovrebbe stanziare il prestito di sei miliardi di franchi a conversione obbligatoria quatto o cinque giorni dopo l'Assemblea generale dell'UBS del 27 novembre. Questo prestito, della durata di 30 mesi, è rimunerato con un interesse del 12,5%, che frutta 750 milioni di franchi lordi all'anno (600 mio netti).
Questi sei miliardi di franchi sono destinati a rafforzare la base dei mezzi propri dell'UBS. In cambio, l'UBS inietta 6 miliardi di dollari nella «società veicolo» della BNS destinata a gestire i 60 miliardi di dollari dei cosiddetti «attivi tossici» dell'UBS.
La commissione non si è pronunciata sull'aumento da 30 a 100 mila franchi della garanzia dei depositi bancari. Questa riforma rientra infatti nelle comptenze della commissione dell'economia e dei contributi.
10 novembre 2008