BERNA (ats) A causa delle recrudescenza del terrorismo - vedi il mancato attentato al volo della Delta Airlines di Natale - la Svizzera non dovrebbe più accogliere detenuti di Guantanamo. È quanto raccomanda al Consiglio federale la commissione di politica di sicurezza del Nazionale, riunitasi ieri a Berna.

Questa decisione riguarda in particolare due fratelli della minoranza musulmana degli uiguri stanziata in Cina, il cui possibile arrivo in Svizzera aveva sollevato le proteste del governo di Pechino.

Stando al presidente della commissione Jakob Büchler (PPD/SG), la decisione è motivata principalmente da considerazioni di sicurezza. Quest'ultime hanno prevalso per 15 voti a 10 su riflessioni di carattere umanitario. A suo dire, la maggioranza della commissione ha tenuto conto anche delle relazioni - specie commerciali - con la Cina.

La decisione di principio della commissione è solo una raccomandazione al Consiglio federale, cui spetta la decisione finale di accogliere o meno altri detenuti di Guantanamo, ha precisato il presidente della commissione. Essa non riguarda il primo detenuto - uzbeco - la cui accoglienza è già stata decisa dal governo. L'uomo dovrebbe risiedere nel canton Ginevra.

Rispondendo a una domanda, il vicepresidente della commissione Yvan Perrin (UDC/NE) ha ammesso che questa raccomandazione rimette in questione il lavoro interdipartimentale svolto sui fratelli uiguri detenuti nel carcere di Guantanamo sull'isola di Cuba. Sebbene non vi sia alcuna relazione tra i recenti espisodi di terrorismo e queste persone, la sicurezza al 100% non esiste, ha detto Jakob Büchler.

Per Perrin, i tentativi di attacchi terroristici delle scorse settimane a danno degli Stati Uniti sono il segnale evidente che il «terrorismo non è scomparso».

Secondo Perrin, ammettendo il detenuto uzbeco la Svizzera ha già fatto abbastanza. Quanto ai due uiguri, la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf - presente alla seduta della commissione - incontrerà a fine mese le autorità giurassiane dettesi disposte ad accoglierli. Secondo Büchler, la ministra di giustizia e polizia ha assicurato che il Consiglio federale avrebbe tenuto conto delle raccomamdazioni della commissione.

Anche la commissione di politica estera degli Stati ha espresso alla ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey le proprie preoccupazioni sui due uiguri, ha indicato all'ATS il consigliere agli Stati Eugen David (PPD/SG). Tuttavia, ha detto il presidente della commissione, «non abbiamo espresso raccomandazioni all'esecutivo».

Circa le violazioni dei diritti umani a Guantanamo, per la maggioranza della commissione spetta soprattutto agli Stati Uniti porvi rimedio. Quanto alle relazioni con Washington, per Perrin la maggioranza della commissione crede che probabilmente è meglio avere problemi con gli Stati Uniti che con la Cina.

Nel corso della discussione, la commissione ha anche respinto per 14 voti a 11 una mozione d'ordine con la quale si intendeva coinvolgere nella discussione anche la commissione di politica estera del Nazionale.

 

12 gennaio 2010