La decisione dell'Ufficio è stata presa con 4 voti contro 1 (Simonetta Sommaruga, PS/BE), ha indicato alla stampa la presidente della Camera dei cantoni Erika Forster (PLR/SG). Il risultato poteva ancora essere più netto, dal momento che Maxilimian Reimann (UDC/AG), seppur assente al momento del voto, si è detto contrario alla CPI, ha spiegato la Forster, secondo cui la maggioranza è giunta alla conclusione che il rapporto pubblicato ieri dalle commissioni della gestione è esaustivo e che, di conseguenza, una CPI non apporterebbe nulla di nuovo in questa vicenda.
Un'opinione non condivisa da Simonetta Sommaruga secondo cui il rapporto evidenzia una grossa lacuna riguardo ai rapporti tra UBS da un parte, e Consiglio federale, Banca Nazionale e FINMA dall'altra.
Per la "senatrice" bernese non è infatti chiaro il ruolo svolto da UBS nella decisione che ha condotto le autorità ad inviare al fisco americano i 285 nomi di clienti statunitensi della banca sospettati di delitti fiscali, e nella concessione del sostegno finanziario della Confederazione per evitare la bancarotta. Per la Consigliera agli Stati, questo aspetto della vicenda può essere chiarito solo dal parlamento. "Non è necessario rifare tutto il lavoro dall'inizio", ha puntualizzato la Sommaruga.
Questo aspetto della vicenda UBS, ha aggiunto Erika Forster, viene in ogni caso ripreso nella raccomandazione 19, quella dal carattere politico più spiccato formulata nel rapporto. Nelle intenzioni delle commissione della gestione, governo e UBS devono infatti creare le premesse affinché sia fatta chiarezza sulle responsabilità dei vertici dell'istituto durante la crisi.
I "senatori" potranno analizzare il documento in seduta plenaria e questa particolare richiesta - eventualmente anche per rinviare il rapporto alla commissione di gestione affinché approfondisca questo particolare punto - il 14 giugno prossimo, terza settimana di sessione, ha detto la Forster. Seconda la presidente degli Stati, in effetti, la presenza della raccomandazione 19 significa che vi sono ancora alcuni aspetti in questa vicenda che andrebbero chiariti.
Tuttavia, a suo avviso una CPI non è necessaria dal momento che adesso vi sono gli elementi per agire. "Ora spetta al governo prendere posizione sul documento e darsi da fare per adottare le raccomandazioni incluse nel rapporto", ha sottolineato. "Non voglio dover attendere ancora un anno per veder applicati i primi provvedimenti", ha aggiunto la presidente della Camera dei cantoni riferendosi alla CPI.
Con la decisione odierna dell'Ufficio degli Stati si affievolisce la possibilità della formazione di una CPI. Anche se il Consiglio nazionale dovesse pronunciarsi a favore, gli Stati seguiranno con ogni probabilità l'indicazione del loro Ufficio. In questo caso l'istituzione di una CPI risulterebbe defunta.
A volere la CPI rimangono al momento il PS, i Verdi e l'UDC. Oggi, il gruppo PPD-PEV-Verdi liberali delle Camere federali ha fatto sapere di non volere una Commissione parlamentare d'inchiesta.
Per democristiani, evangelici e Verdi liberali, il rapporto presentato lunedì è un lavoro completo che mostra le lacune e debolezze delle autorità in merito alla crisi finanziaria e ai problemi di UBS col fisco americano. È quindi inutile attendere ancora un anno - il tempo necessario alla CPI per svolgere il proprio lavoro - per giungere alle medesime conclusioni.
I gruppo intende sostenere le raccomandazioni formulate nel rapporto tramite la presentazione in parlamento di atti parlamentari.
ATS, 01.06.2010