BERNA (ats) L'accordo di assistenza amministrativa con gli Stati Uniti sul caso UBS è stato accolto oggi dalla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale con 12 voti contro 7 e 7 astenuti. Pure approvata - ma di strettissima misura col voto decisivo del presidente - la richiesta di sottoporre l'intesa al referendum facoltativo.
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Le probabilità che il controverso accordo tra Berna e Washington venga adottato in parlamento sono ora di nuovo in rialzo. In precedenza l'alleanza trasversale tra destra e sinistra aveva messo in serio pericolo la ratifica. Ma ora l'UDC ha attenuato la sua opposizione di principio, condizionando il suo appoggio a precise garanzie.
Tra queste l'assenza di una regolamentazione sui bonus e sulle cosiddette banche troppo grandi per fallire (too big to fail). Le proposte in tal senso della sinistra sono state tutte bocciate con una proporzione di 2 a 1, ha indicato il presidente della
commissione Hansruedi Wandfluh (UDC/BE).
Con 12 voti contro 9 e 5 astenuti, la commissione del Nazionale ha inoltre dato via libera a una mozione proposta dai democentristi che in futuro impedirebbe accordi simili a quello sull'UBS. Il Consiglio federale è in particolare invitato a elaborare le basi legislative necessarie affinché vengano limitate le sue competenze in materia di trattati internazionali.
Una proposta analoga era stata depositata anche dalla commissione della politica estera del Consiglio degli Stati, che però si era detta contraria al referendum facoltativo, come il Consiglio federale. L'eventualità di un voto popolare è quindi tutt'altro che scontata e domani toccherà alla Camera dei cantoni esprimersi in merito.
Il Consiglio federale ha più volte messo in guardia dalle possibili conseguenze di una bocciatura dell'accordo. Esso è nel frattempo entrato in vigore provvisoriamente: l'esame delle richieste di assistenza amministrativa riguardanti circa 4200 casi di presunta evasione fiscale grave e continuata può così proseguire, ma nessun dato bancario sarà trasmesso a Washington senza il via libera delle Camere.
ATS, 02.06.2010