<p>- Segreto bancario - No iscrizione in Costituzione, ok per accordi doppia imposizione</p>
<p>- Prix du livre - la commission du National maintient l'ancrage culturel</p>

Segreto bancario - No iscrizione in Costituzione, ok per accordi doppia imposizione

Il segreto bancario non va iscritto nella Costituzione. È quanto pensa la commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale, che ha respinto per 12 voti a 10 un'iniziativa parlamentare in tal senso dell'UDC. La commissione ha invece approvato dieci accordi di doppia imposizione rivisti nel rispetto dei parametri OCSE, che prevedono l'abolizione della distinzione tra frode ed evasione fiscale.

Per quanto riguarda l'iscrizione del segreto bancario nella Costituzione - obiettivo perseguito dalla Lega dei Ticinesi che sta raccogliendo le firme per la sua iniziativa popolare - la maggioranza della commissione giudica sufficienti le disposizioni legislative in vigore, ha precisato oggi il suo presidente Hansruedi Wandfluh (UDC/BE). "Inoltre - ha precisato - una simile proposta rappresenterebbe in questo momento un segnale sbagliato verso l'esterno".

Circa gli accordi di doppia imposizione negoziati in base agli standard OCSE con Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Danimarca, Messico - già ratificati dal Consiglio degli Stati - Austria, Norvegia, Finlandia, Qatar e Lussemburgo, "la maggioranza è convinta che si tratti di intese necessarie per evitare svantaggi alla piazza economica elvetica", ha sottolineato Wandfluh.

Come gli Stati, la maggioranza della commissione non vuole tuttavia che si conceda assistenza nel caso di dati bancari acquisiti illegalmente. A tale riguardo, il Consiglio federale è invitato a regolare i dettagli sull'assistenza amministrativa in una legge apposita e non solo in un'ordinanza.

Nel corso delle discussioni sono state respinte due altre iniziative parlamentari. Una chiedeva l'abolizione a livello nazionale della distinzione tra frode ed evasione fiscale. Un'altra domandava una tassazione eccezionale del 50% per i bonus superiori a 40 mila franchi concessi nel 2009 dalle banche attive in Svizzera. Questa proposta del PS - ispiratosi a quanto fatto in Gran Bretagna - era già stata bocciata dagli Stati.

Prix du livre - la commission du National maintient l'ancrage culturel

Le livre n'est pas une marchandise comme une autre, mais un bien culturel qui mérite d'être protégé: une majorité de la commission de l'économie du Conseil national maintient son ancrage culturel dans le projet de loi, contrairement au Conseil des Etats, qui n'avait retenu que l'ancrage économique.

La décision a été prise par 15 voix contre 6 et une abstention, a précisé le conseiller national Dominique de Buman (PDC/FR) mardi devant la presse.

Quant au champ d'application de la loi à Internet, les esprits sont partagés mais une courte majorité s'est ralliée à la version du Conseil des Etats: 13 membres de la commission estiment que le consommateur doit pouvoir commander comme il veut sa marchandise sur la Toile.

A l'inverse, 12 membres ont rappelé qu'on ne peut pas prétériter les librairies par rapport au commerce électronique. La loi serait vidée de sa substance, ont-ils argumenté.

La commission du National a aussi retenu par 18 voix contre 4 le compromis des Etats en ce qui concerne la fixation des prix: la tâche de réglementer le tarif des livres doit revenir au Surveillant des prix. A lui de recommander, si nécessaire, au Conseil fédéral de fixer les oscillations maximales autorisées par rapport aux prix pratiqués à l'étranger.

La commission propose donc d'abandonner la fourchette des prix. Selon cette idée, ils devaient être compris entre 100 et 120% de ceux pratiqués dans les pays où les livres sont édités. La majorité considère que certains profiteraient de différences trop élevées.

 

13.04.2010