Le misure per frenare la spirale dei costi dell'assicurazione malattia continuano a dividere i parlamentari. La Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSSS) del Consiglio degli Stati non vuole limitarle nel tempo, ossia alla fine del 2013. Essa propone al plenum di mantenere varie divergenze con il Nazionale.

Quella più importante concerne la clausola d'urgenza. Senza opposizione, la commissione non vuole applicarla, ha indicato oggi il suo presidente Alex Kuprecht (UDC/SZ). Alla fine, ciò che resterà ancora del pacchetto lanciato dall'ex ministro Pascal Couchepin dovrebbe così essere iscritto, da gennaio 2011, nel diritto corrente.

Senza opposizione, la commissione auspica anche che la questione dell'alternativa da proporre all'ormai defunta tassa di consultazione di 30 franchi sia regolata a parte, nel quadro del capitolo della legge sull'assicurazione malattia (LAMal) dedicato al «managed care» (reti sanitarie).

I due consigli intendono agire attraverso la quota-parte, ma divergono sulle modalità d'applicazione. La Camera dei cantoni propone che gli assicurati legati a un modello di «managed care», come le reti di medici, continuino a pagare di propria tasca il 10% della fattura, mentre la partecipazione ai costi salirebbe al 20% per gli altri assicurati.

Il Consiglio nazionale privilegia un altro modello: la quota-parte salirebbe al 20% per i pazienti che si recano direttamente da uno specialista e resterebbe al 10% per gli appuntamenti dal medico di famiglia, nonché per certi trattamenti preventivi. La Camera del popolo vuole inoltre che la sua soluzione figuri nel pacchetto attualmente in discussione.

Medicinali

Con 8 voti a 3, la commissione degli Stati resta pure sulle sue in merito al prezzo dei medicinali. Il Nazionale ha optato per una soluzione poco vincolante: a proprietà uguali, al paziente sarà prescritto e consegnato un prodotto vantaggioso. Quando un medicamento è prescritto per il suo principio attivo, sarà consegnato un preparato adeguato conveniente dal lato economico.

La Camera dei cantoni è andata più lontano, precisando che l'assicurazione dovrebbe assumere soltanto i prezzi del medicinale più a buon mercato, maggiorato al massimo del 10%. L'assicurazione rimborserebbe il prezzo intero di un farmaco più caro soltanto se prescritto per ragioni mediche.

Con 6 voti a 5, la commissione degli Stati propone anche di respingere il divieto imposto agli assicuratori di versare commissioni e di finanziare la pubblicità e le vendite di polizze per telefono. Il Consiglio degli Stati si pronuncerà nella sessione di primavera.

 

19 gennaio 2010