La Camera del popolo discuterà l'oggetto ancora nel
pomeriggio. Se la Nazionale confermerà il risultato di ieri - e tutto
lascia presagire che sarà così - il progetto sarà archiviato.
Per
19 voti a 4 e 2 astenuti, ha detto il presidente della CET-N Christophe
Darbellay (PPD/VS), la commissione raccomanda alla camera di adottare
una dichiarazione diretta agli Stati Uniti, analoga a quella approvata
stamane dagli Stati, nella quale si manifesta la volontà di risolvere il
contenzioso fiscale e si invita il Consiglio federale a fare tutto
quanto in suo potere per agevolare la cooperazione della banche col
Dipartimento di giustizia americano.
Per questa
seduta, la commissione ha sentito ben 5 consiglieri federale (mancavano
Alain Berset e Doris Leuthard), nell'intento di farsi un'idea più
precisa sulle possibili conseguenze di un no alla legge urgente.
Per
il Governo, ha detto il consigliere nazionale, la legge urgente
rappresenta il rischio minore. Quanto alle possibilità del Consiglio
federale di agire col diritto attuale, il Vallesano ha ribadito che il
Governo non farà uso del diritto di necessità, ma potrà concedere
singole autorizzazioni per la trasmissione di dati di clienti e
collaboratori agli Usa.
Esprimendosi a titolo
personale, il presidente della CET-N ha detto che, pur essendo
favorevole alla proposta del governo, in commissione ha votato contro la
dichiarazione. "Si tratta di aria calda per chi ha i piedi al freddo",
ha ironizzato, spiegando che "a Manhattan non ci saranno migliaia di
persone ad attendere la nostra dichiarazione".
A
suo avviso, "dopo tutte le discussioni avute, la montagna ha partorito
il classico topolino, ma proprio piccolo". Ad ogni modo, se tale
dichiarazione si potrà ampliare, anche se di poco, il margine di manovra
dei nostri negoziatori, allora ben venga".
ATS, 19.06.2013