Stando alla consigliera agli Stati zurighese, l'iniziativa "per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati", lanciata dall'UDC per mettere sotto pressione il parlamento, accusato di nicchiare nell'elaborare una legge d'applicazione per la prima iniziativa, va in parte invalidata.
Per 7 voti a 6, una maggioranza risicata crede che l'iniziativa sia parzialmente non valida poiché propone una definizione unilaterale del diritto internazionale cogente. Una forte minoranza vorrebbe invece invalidarla del tutto, ha spiegato la deputata Verde-liberale.
Secondo la "senatrice", gli Stati dovrebbero poter discutere un progetto di applicazione dell'iniziativa sull'espulsione degli stranieri il prossimo settembre, durante la sessione autunnale. L'estate servirà per mettere a punto un testo.
Parlamento confrontato con fenomeno nuovo
Per Verena Diener Lenz, il Consiglio nazionale si è lasciato mettere sotto pressione dalla seconda iniziativa dell'UDC, testo che a suo parere presenta inasprimenti che vanno ben oltre la prima proposta lanciata da questa formazione. Se con la seconda iniziativa i democentristi volevano far pressione sul parlamento, "ebbene ci sono riusciti", ha dichiarato la presidente della CIP-S.
Se l'iniziativa del 2010 non contemplava ancora i delitti di poco conto e prevedeva ancora una media di 1500 espulsioni l'anno, col progetto del Nazionale, che riprende alcuni aspetti dell'iniziativa di attuazione, si passa a 9 mila espulsioni. Se applicata, l'iniziativa detta d'attuazione interesserebbe 18 mila persone, ha precisato la consigliera agli Stati.
"Noi invece intendiamo prendere un'altra strada, senza lasciarci influenzare dall'iniziativa detta di attuazione", ha spiegato Diener Lenz. A suo avviso è necessario formulare un progetto ponderato, che tenga conto di alcuni principi di costituzionali, come quello di proporzionalità.
Per Diener Lenz, si tratta anche di rispettare l'iter procedurale e la separazione dei poteri. A suo parere, è la prima volta che viene lanciata un'iniziativa per far pressione sul parlamento. "E ciò senza che sul secondo testo il popolo si sia ancora espresso", ha sottolineato.
La procedura attuale affida a Governo e parlamento il compito di presentare una legge di applicazione che tenga conto dello stato di diritto e sia frutto di un compromesso. "Se poi non si è d'accordo con questa proposta si può sempre lanciare il referendum", ha puntualizzato.
Presentando un fitto catalogo di reati passibili di espulsione automatica che inasprisce la prima iniziativa sull'espulsione approvata alle urne, l'iniziativa di attuazione "scardina le regole del gioco", ha aggiunto Diener Lenz.
Iniziativa di attuazione, un dossier separato
L'iniziativa "per l'attuazione dell'espulsione degli stranieri che commettono reati" è un dossier che necessita di un approfondimento, specie per quanto riguarda la validità. Non va dimenticato che una forte minoranza ha chiesto di invalidare l'intero testo, ha spiegato la "senatrice" zurighese.
L'iniziativa offre l'occasione al parlamento per riflettere se non sia il caso di ritoccare la Costituzione federale completando il catalogo di criteri - come il rispetto della proporzionalità - che invalidano un'iniziativa.
Visto anche come è cambiato lo strumento dell'iniziativa, la CIP-S intende approfondire questo tema facendo capo ad esperti e all'amministrazione federale. Il frutto di simili riflessioni verrà presentato nel primo trimestre del 2015, ha dichiarato Diener Lenz.
Il Consiglio aveva già elaborato in passato proposte, poi ritirate, per conciliare diritti popolari e obblighi internazionali.
ATS, 24.06.2014