(ats) La politica svizzera d'asilo deve mostrarsi solidale poiché nessuna soluzione nazionale permetterà di risolvere la catastrofe umanitaria nel Mediterraneo. La Commissione delle istituzioni politiche del Nazionale (CIP-N) sostiene pertanto gli sforzi del Consiglio federale per superare la crisi assieme all'Unione europea.

​Non ci solo soluzioni facili, ha dichiarato alla stampa la presidente della commissione Cesla Amarelle (PS/VD) al termine di una seduta della CIP-N, durante la quale la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha illustrato le azioni che sono state avviate a livello internazionale.

La Svizzera deve mostrare la propria solidarietà e contribuire in particolare al rafforzamento della missione di salvataggio Triton, i cui mezzi saranno raddoppiati. L'entità della partecipazione elvetica non è però stata discussa nel corso della seduta.

Il numero di rifugiati che potranno essere ammessi nella Confederazione non sarà però aumentato a breve termine. Il Consiglio federale ha deciso in marzo di accogliere 3000 profughi siriani, invece di 500. Per aumentare il contingente è necessario il consenso dei Cantoni, ha aggiunto Amarelle.

La Svizzera ospita proporzionalmente già molte persone se confrontate alla cifra di 5000 profughi per Stato evocato dall'Unione europea per una prima fase. Una numero che la commissione ritiene "sorprendentemente basso", ha affermato il consigliere nazionale Kurt Fluri (PLR/SO).

La CIP-N ha invece respinto un postulato che chiede di sostenere la Grecia e l'Italia, i Paesi maggiormente toccati dall'immigrazione. La commissione non è contraria al principio, ma ritiene che la Confederazione non possa agire da sola, ha precisato Fluri.

 

sda, 23 aprile 2015