Il caso è chiuso e archiviato, ha affermato l'esponente socialista alla tribuna. La violazione "formale" del segreto d'ufficio commesso da Markwalder, che ha ammesso i fatti, è stato giudicato di lieve entità. L'Ufficio del Nazionale ha preso la sua decisione sulla base delle dichiarazioni della deputata liberale-radicale e di una perizia giuridica.
Sostegno dalla commissione
Poco prima, la commissione di politica estera del Nazionale aveva deciso - per 18 voti a 0 e 5 astensioni - di non sporgere denuncia penale. A suo avviso la consigliera nazionale PLR non ha violato il segreto d'ufficio poiché i documenti da lei trasmessi a una lobbista erano già di dominio pubblico.
Erano infatti contenuti in una precedente interpellanza depositata dalla parlamentare, ha precisato ai media il presidente della commissione, Carlo Sommaruga (PS/GE). "Christa Markwalder ha tenuto il suo ruolo correttamente; non c'è nient'altro da dire", ha aggiunto Sommaruga. La commissione ha peraltro deciso (con 14 voti a 9 e un'astensione) di pubblicare gli incarti in questione.
Nel giugno del 2013 Markwalder ha depositato un'interpellanza nella quale poneva al Consiglio federale diverse domande sui rapporti tra Svizzera e Kazakistan.
Secondo quanto rivelato lo scorso 6 maggio dalla "NZZ", non sarebbe stata la 39 enne (40enne in luglio) consigliera nazionale a redigere il testo dell'atto parlamentare, ma la lobbista Marie-Louise Baumann dell'agenzia di pubbliche relazioni Burson-Marsteller. La Baumann agiva su incarico del partito kazako Ak Schol, che si dice di opposizione, ma in realtà è vicino al regime.
ats: 1 giugno 2015