Durante i due giorni trascorsi in Albania, la presidente del Consiglio nazionale Christa Markwalder ha avuto colloqui con il suo omologo Ilir Meta, con il presidente albanese Bujar Nishani, con il primo ministro Edi Rama e con altri parlamentari.
Tutti hanno espresso la loro gratitudine per il generoso sostegno elvetico nell’ambito della cooperazione allo sviluppo. La Svizzera è infatti il secondo maggiore donatore bilaterale dell’Albania. I 90 milioni di franchi versati per il periodo 2014-2017 permettono di sostenere circa 25 progetti di cooperazione nei seguenti quattro settori prioritari: democratizzazione e rafforzamento delle Amministrazioni comunali; sviluppo economico e imprenditorialità; infrastruttura urbana ed energia; sanità. Con i suoi aiuti, la Svizzera contribuisce inoltre all’avvicinamento dell’Albania all’UE. Dopo l’adesione alla NATO nel 2009, l’ingresso nell’UE rimane prioritario per l’Albania. Nel giugno 2014 il Consiglio europeo le aveva concesso lo statuto di Paese candidato all’adesione all’UE, dopo che in un rapporto la Commissione europea aveva lodato il Governo albanese per i suoi progressi nelle riforme (in particolare nella lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata e nel settore giudiziario). Per avviare le trattative di adesione sono tuttavia necessarie riforme di portata più ampia, in particolare per quanto riguarda lo Stato di diritto.
Svizzera e Albania intrattengono buone relazioni bilaterali avviate nel 1970 a livello diplomatico. Le riforme previste potrebbero portare a un’intensificazione delle relazioni economiche bilaterali, perché verrebbe garantita maggiore sicurezza per i potenziali investitori.
A Durres, la principale città portuale nonché la seconda maggiore città albanese, Christa Markwalder è stata invitata a colloquio dal sindaco Vangjush Dako. La Svizzera sostiene in loco progetti nell’ambito della decentralizzazione e dello sviluppo amministrativo locale.