Gli intensi scambi con gli Stati limitrofi e con gli altri partner europei sono particolarmente importanti nella lotta contro la pandemia di coronavirus. Per questo motivo i senatori hanno deciso di non rinunciare al viaggio a Bratislava e Vienna della delegazione del presidente del Consiglio degli Stati. Il viaggio ufficiale, previsto dal 28 settembre al 1° ottobre 2020, si è svolto nel rispetto di un pertinente piano di protezione. I colloqui ufficiali si sono incentrati, oltre che sulla pandemia di COVID-19, sul rapporto della Svizzera con l’Unione europea, vista anche la vicinanza temporale della visita alla votazione popolare del 27 settembre 2020, dalle forti implicazioni sulla politica europea.

Visita ufficiale in Slovacchia: punti salienti

Il presidente del Consiglio degli Stati Hans Stöckli e la sua delegazione sono stati ricevuti a Bratislava martedì 29 settembre dal presidente del Consiglio nazionale slovacco Boris Kollár e da vari membri del Parlamento slovacco. La discussione si è concentrata sulle misure adottate da entrambi i Paesi per contenere la pandemia di COVID-19 e attenuarne le conseguenze economiche. Pur essendo tra le nazioni europee con il minor numero di casi, anche in Slovacchia il tasso di infezione ha iniziato ad aumentare nei giorni precedenti la visita della delegazione svizzera, portando a un inasprimento delle misure di protezione da parte del Governo. Un altro importante tema di discussione ha riguardato i vari oggetti in votazione in Svizzera il 27 settembre 2020, in particolare il No all’Iniziativa per la limitazione. In questo contesto si è discusso anche del futuro assetto delle relazioni tra la Svizzera e l’Unione europea e del contributo svizzero all’allargamento.

In seguito ai colloqui con rappresentanti del Parlamento slovacco, Hans Stöckli è stato ricevuto dalla presidente della Repubblica slovacca Zuzana Čaputová. Entrambi si sono dimostrati concordi nel sostenere che le relazioni tra la Slovacchia e la Svizzera sono molto amichevoli e hanno un grande potenziale, in particolare per quanto riguarda la cooperazione nel campo dell’economia e dell’innovazione.

Il programma a Bratislava comprendeva inoltre una visita alla casa editrice Ringier Axel Springer Slovakia, dove la delegazione ha avuto uno scambio di opinioni con i professionisti del ramo sul panorama mediatico slovacco e sull’importanza del giornalismo investigativo. Lo spunto per questo incontro è stato dato dal caso del giornalista Ján Kuciak, assassinato il 21 febbraio 2018 mentre lavorava come redattore per un portale di notizie appartenente alla casa editrice. Infine, durante un pranzo di lavoro, la delegazione ha avuto l’opportunità di intrattenersi con vari rappresentanti delle istituzioni slovacche, tra cui Martin Klus, segretario di Stato presso il Ministero degli affari esteri, e vari rappresentanti del mondo scientifico ed economico.

Visita ufficiale in Austria: punti salienti

Il viaggio a Vienna ha fatto seguito all’invito, da lungo pianificato, della presidente del Bundesrat austriaco (Camera alta), Dr. Andrea Eder-Gitschthaler, a visitare una «Demokratiewerkstatt» a Vienna. Questa iniziativa a favore dell’educazione politica fornisce ai bambini e ai giovani gli strumenti per accedere alla democrazia e al parlamentarismo, un aspetto prioritario per il presidente del Consiglio degli Stati Hans Stöckli durante il suo anno presidenziale. Entrambi hanno convenuto che i Parlamenti hanno una responsabilità particolare nell’ambito dell’educazione politica.

Oltre alla loro partecipazione congiunta a un workshop sulla democrazia, la delegazione del presidente del Consiglio degli Stati e la presidente del Bundesrat hanno avuto uno scambio di opinioni sui risultati delle votazioni popolari del 27 settembre come anche sull’impatto della pandemia di COVID-19 sul funzionamento dei Parlamenti. Entrambe le parti hanno sottolineato l’importanza di garantire che le misure COVID-19 tengano conto dello stretto scambio economico, sociale e culturale nelle regioni di confine.

Anche i colloqui con Karoline Edtstadler, ministra austriaca per gli affari europei e costituzionali, si sono incentrati sulle relazioni tra la Svizzera e l’Unione europea. In uno scambio con Michael Esterl, segretario generale del Ministero federale per la digitalizzazione e la piazza economica, la delegazione ha avuto l’opportunità di informarsi sulle misure austriache di sostegno all’economia, in particolare sul pacchetto congiunturale del Governo austriaco e sulle misure relative al turismo invernale. Durante il soggiorno in Austria, la delegazione ha avuto uno scambio di opinioni anche con membri del gruppo parlamentare austriaco e con rappresentanti dell’economia.

Per la Svizzera Vienna è importante anche in quanto sede di numerose organizzazioni internazionali. Nei colloqui con l’ambasciatore Thomas Greminger, ex segretario generale dell’OSCE, la delegazione ha discusso delle diverse sfide in ambito di politica di sicurezza che l’Europa si trova attualmente ad affrontare. Al termine della visita, su iniziativa della Missione permanente della Svizzera presso le Nazioni Unite e delle altre organizzazioni internazionali a Vienna, il presidente del Consiglio degli Stati ha avuto l’onore di donare al Museo di storia naturale un pezzo del meteorite di Twannberg che andrà dunque ad arricchire la sua collezione. Si tratta di un raro tipo di meteorite di ferro esaedrite rinvenuto nei pressi della città natale del presidente del Consiglio degli Stati. Il Museo di storia naturale di Vienna ospita la più grande e antica collezione di meteoriti del mondo. Tra i circa 1100 pezzi della collezione esposta si possono ora ammirare tre pezzi provenienti dalla Svizzera.

Composizione della delegazione svizzera

La delegazione ufficiale del Consiglio degli Stati era composta dal presidente del Consiglio degli Stati Hans Stöckli (PS, BE), dal secondo vicepresidente Thomas Hefti (PLR, GL), dalle consigliere agli Stati Elisabeth Baume-Schneider (PS, JU), Brigitte Häberli-Koller (PPD, TG) e Lisa Mazzone (Verdi, GE), e dal consigliere agli Stati Hannes Germann (UDC, SH).