La commissione ha approvato senza opposizione il progetto di legge federale sull'annullamento delle sentenze penali pronunciate contro chi ha facilitato la fuga alle persone perseguitate dal nazismo (Iv. Pa. 99.464). La commissione ritiene doveroso procedere alla riabilitazione di chi ha spesso affrontato grossi rischi per salvare la vita ai rifugiati. La commissione giudica che solo la procedura sui generis prevista dal progetto di legge consentirà di procedere con efficacia alla riabilitazione di queste persone e sottolinea che l'annullamento delle sentenze in questione non va interpretato come una critica nei confronti delle autorità giudiziarie di allora, che si sono attenute alle disposizioni di legge in vigore in quel periodo. Si tratta invece di riconoscere che di fronte alla situazione di fine anni '30 - inizio anni '40 (progressiva chiusura delle frontiere e rinvio dei rifugiati) queste persone si sono comportate con onore e quindi le sentenze penali in questione vengono oggi percepite come gravi violazioni del sentimento di giustizia. Una minoranza della commissione vorrebbe riabilitare anche le persone condannate per aver cercato di opporsi al nazismo e al fascismo partecipando ai combattimenti (guerra di Spagna, resistenza francese) oppure a iniziative sviluppate in ambito civile.
La commissione ha inoltre esaminato la legge sulla fusione (00.052). Le divergenze riguardavano in particolare due aspetti.
La maggioranza della commissione ha accettato la proposta del Consiglio nazionale che nei casi di ristrutturazione esclude la possibilità di riscuotere tasse di mutazione cantonali o comunali, ma propone nel contempo di rinunciare alla disposizione transitoria introdotta dalla Camera bassa che farebbe scattare il divieto solo dopo 5 anni dall'entrata in vigore della legge. Un primo gruppo di minoranza chiede invece la conferma di questa disposizione transitoria, mentre un secondo gruppo rifiuta l'idea stessa di proibire la riscossione delle tasse di mutazione.
La commissione chiede inoltre di rinunciare, nell'ambito della legge sulle fusioni, a modificare le disposizioni relative alla nazionalità e al domicilio dei membri del consiglio di amministrazione delle società anonime, poiché ciò potrebbe dare origine a problemi complessi soprattutto nell'ambito dell'imposizione fiscale delle società. Questa problematica andrebbe esaminata attentamente e ciò comporterebbe quindi notevoli ritardi nell'iter della legge sulle fusioni. La commissione propone quindi di riesaminare la questione nel contesto della revisione della società a responsabilità limitata (01.082) attualmente allo studio della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale.
La commissione ha poi proceduto all'eliminazione delle divergenze relative all'iniziativa parlamentare 97.462"Codice penale. Revisione dell'articolo 179 quinquies sulla protezione delle relazioni d'affari" adottando una nuova soluzione che specifica concretamente quali transazioni potranno essere registrate in tutta legalità anche senza il consenso esplicito o deducibile espressamente dal comportamento della persona interessata: ordinazioni, mandati, prenotazioni o altre transazioni analoghe. Tutti coloro che partecipano alla conversazione, quindi anche i singoli individui, saranno autorizzati a effettuare le registrazioni, che però non potranno essere utilizzate liberamente.
La commissione ha infine deciso all'unanimità di dar seguito a un'iniziativa parlamentare depositata dal Consigliere agli Stati Hermann Bürgi (02.435 Determinazione dei contributi dei membri delle associazioni. Modifica del Codice civile ) per concedere all'assemblea generale la facoltà di fissare le tasse sociali e di limitare a un importo prestabilito la responsabilità personale dei membri in caso di debiti sociali.
La commissione si è riunita il 15 maggio 2003 a Berna sotto la presidenza del Consigliere agli Stati Simon Epinay (VS/PPD).
Berna, 15.05.2003 Servizi del Parlamento