Nella seduta speciale di quest'anno, la Commissione delle finanze del Consiglio nazionale ha trattato i problemi che colpiscono le casse pensioni della Confederazione e delle aziende parastatali. Diversi esperti dell'amministrazione e periti delle casse pensioni dell'economia privata come pure rappresentanti delle casse pensioni hanno esposto alla Commissione i molteplici risvolti della tematica.

La Commissione delle finanze del Consiglio nazionale dedica ogni anno una seduta speciale ad un tema specifico di rilievo per le finanze della Confederazione. Quest'anno la Commissione si è occupata dei diversi aspetti e problematiche in rapporto alle casse pensioni della Confederazione, delle aziende indipendenti della Confederazione e delle imprese parastatali (ad es. PUBLICA, casse pensioni di RUAG, Skyguide, FFS), dal momento che la loro situazione ha non poche conseguenze sulle finanze federali e che le casse avanzano parecchie pretese alla Confederazione. La Commissione è stata informata da esperti dell'amministrazione federale e dell'economia privata in merito a vari aspetti della problematica e ha in seguito discusso quali conseguenze politiche occorra trarne.

I problemi delle casse pensioni pubbliche e private sono riconducibili a diverse cause. I tassi d'interesse sui mercati del capitale non coprono più le rendite promesse. Un rappresentante dell'Amministrazione delle finanze ha spiegato che la legislazione vigente si basa su un tasso nominale del 4% che oggi può essere raggiunto solo molto difficilmente anche a causa del basso rincaro, il che si ripercuote sulla costituzione del capitale accumulato. Ciò incide a sua volta sugli importi delle rendite. Altre cause importanti sono il periodo piuttosto sfavorevole in cui le casse sono diventate indipendenti e i loro in parte massicci investimenti sui mercati borsistici proprio quando la bolla speculativa era all'apice. Da allora le quotazioni dei titoli hanno subito pesanti flessioni generando gran parte delle serie difficoltà cui devono oggi far fronte le casse pensioni.

La Commissione delle finanze ha potuto prendere atto che la situazione delle singole imprese e casse pensioni è assai differenziata. Le imprese si distinguono in parte per la loro veste giuridica, il loro ambito d'attività e la concorrenza a cui sono esposte. Tali fattori incidono anche sulle casse pensioni e sulle modalità con cui in questi ultimi anni esse sono diventate indipendenti. La dotazione di capitale della cassa pensioni di Swisscom, ad esempio, ha dovuto essere totalmente finanziata poiché Swisscom è un'impresa quotata in borsa, il che non è il caso per le altre ex aziende della Confederazione (ad es. RUAG).

La Commissione delle finanze sottolinea che nell'esame della struttura della cassa pensioni occorre prendere in considerazione anche il tipo di attività dell'impresa. Anche gli standard di presentazione dei conti rivestono un ruolo particolare, non perché incidano sui diritti dei beneficiari di rendite ma per le ripercussioni sull'entità di eventuali scoperti. Nel caso di un eventuale risanamento da parte della Confederazione questo aspetto è estremamente importante. Un esperto dell'Amministrazione federale delle finanze ha presentato alla Commissione le esigenze come pure i vantaggi e gli svantaggi dei diversi standard di presentazione dei conti (Swiss GAAP FER 16, IAS 19 ecc.) in rapporto alla previdenza professionale. La Commissione delle finanze ritiene tuttavia che la Confederazione non debba procedere a finanziamenti dettati da standard contabili ma non necessari a fronte della situazione quadro dell'impresa (ad es. la questione della quotazione in borsa, attività in concorrenza oppure compiti sovrani). In questo senso, la Commissione si chiede se sia sensato trattare alla stessa stregua la cassa pensioni di Skyguide, che appartiene al 100% alla Confederazione e adempie un compito sovrano, della cassa pensioni di Swisscom che è quotata in borsa.

Quanto alle misure da adottare, la Commissione rileva due punti. Essa si aspetta che nel caso di un eventuale risanamento di una cassa pensioni, il Consiglio federale esponga al Parlamento non solo i costi del singolo risanamento, ma anche il quadro politico e finanziario complessivo di tutti i risanamenti in vista affinché si possa avere una discussione trasparente sulle conseguenze delle misure di risanamento delle casse pensioni. La Commissione reputa inoltre importante che il risanamento delle singole casse avvenga, in situazioni comparabili, secondo norme e criteri uniformi, di modo che sia possibile ripristinare il contesto generale precedente alla loro indipendenza.

La Commissione delle finanze si è riunita il 26 giugno 2003 sotto la presidenza del consigliere nazionale Werner Marti (PS/GL), presenti i direttori dell'Amministrazione federale delle finanze e del Controllo federale delle finanze come pure altri rappresentanti dell'Amministrazione e rappresentanti delle imprese parastatali e un esperto di casse pensioni di Berna. La Commissione ha invitato anche alcuni membri della Commissione delle finanze e della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati.

Berna, 30.06.2003    Servizi del Parlamento