La Commissione ha iniziato la seduta con l'esame del finanziamento 2004-2007 della Fondazione Pro Helvetia (03.043 n. Ha approvato senza opposizione il budget di 137 milioni di franchi proposto dal Consiglio federale, che rappresenta un importo già ridotto rispetto a quanto richiesto dalla Fondazione stessa. La Commissione si è fatta descrivere le attività attuali e future di Pro Helvetia. Ha deplorato che la struttura organizzativa resti assai complessa, pur riconoscendo che tale difetto potrà in parte essere eliminato soltanto con la nuova legge. La Commissione si aspetta inoltre una riduzione delle spese di gestione, che costituiscono ancora una parte cospicua del budget. Ha d'altro canto constatato che i troppi impegni di cui è investita, restringono considerevolmente il margine d'azione di Pro Helvetia nel suo principale campo d'attività, ossia la promozione culturale. In generale, la Commissione ha unanimemente riconosciuto che i lavori relativi alla nuova legge sulla promozione della cultura e alla legge su Pro Helvetia vanno urgentemente ultimati giacché permetterebbero alla Fondazione non solo di continuare a migliorare le sue procedure, ma anche di chiarire la ripartizione dei compiti tra l'Ufficio federale della cultura, Pro Helvetia e le istituzioni del DFAE.
Il Museo nazionale svizzero (MNS) deve diventare una fondazione di diritto pubblico? Quest'opzione proposta dal Consiglio federale nel suo messaggio 02.088s è stata pure esaminata dalla Commissione. La CSEC si è interrogata sull'opportunità di elaborare un testo di legge specifico sul Museo nazionale svizzero prima dell'esame della nuova legge sulla promozione della cultura, la quale intende appunto definire le condizioni quadro delle attività della Confederazione in ambito culturale. La Commissione ha approfondito la problematica ponendo numerose domande ai rappresentanti dell'amministrazione. Pur non essendo contraria alle novità perseguite dal MNS né al suo desiderio di maggiore autonomia, la Commissione ha tuttavia avanzato seri dubbi circa il cambiamento di statuto giuridico quale presupposto per raggiungere gli obiettivi prefissati. I dubbi relativi all'idea di una fondazione sono peraltro stati rafforzati dal fatto che in futuro il Museo nazionale continuerà a funzionare soprattutto grazie a mezzi federali e resterà strettamente legato all'Amministrazione federale per quanto attiene al personale e alle infrastrutture. L'Amministrazione è stata dunque invitata a prendere in considerazione altre soluzioni in alternativa a quella della « fondazione », come ad esempio la creazione di un ufficio gestito mediante mandato di prestazioni e budget globale (ufficio GEMAP), e a elaborare proposte corrispondenti. La Commissione ha inoltre discusso la questione di quale debba essere la missione principale di un Museo nazionale svizzero, affrontando anche la tematica delle relazioni tra il Museo nazionale a Zurigo, la sede romanda a Prangins e le altre sedi esterne. Non è stata presa nessuna decisione. La CSEC riesaminerà il progetto all'inizio della nuova legislatura, non appena avrà ricevuto nuove proposte.
La Convenzione dell'Aia per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato (03.050 s) è stata elaborata grazie al sostegno determinante della Svizzera. La Commissione non ha contestato l'approvazione e la ratifica del secondo Protocollo del 26 marzo 1999 e propone unanimemente al plenum di approvare il relativo decreto federale. Indipendentemente da questa decisione, la Commissione ha sollevato questioni relative all'applicazione del diritto internazionale umanitario con riferimento agli esempi dell'Iraq e dell'Afghanistan e discusso in questo contesto sull'atteggiamento degli Stati terzi, segnatamente degli Stati Uniti.
La Commissione si è riunita a Walchwil (ZG) il 27 e 28 ottobre 2003 sotto la presidenza del consigliere agli Stati Peter Bieri (PPD/ZG), in parte in presenza del presidente della Confederazione Pascal Couchepin.
Berna, 29.10.2003 Servizi del Parlamento