L'iniziativa parlamentare depositata dal consigliere agli Stati Carlo Sommaruga (PS, GE) propone di modificare la legislazione in modo tale da permettere agli Svizzeri all'estero di essere rappresentati, conformemente alle modalità più adeguate alle istituzioni di questo Paese, dapprima nel Consiglio nazionale e poi nel Consiglio degli Stati ( 07.460 Iv. Pa. Per un'effettiva rappresentanza degli Svizzeri all'estero). In seguito alla discussione, la CIP ha respinto l'iniziativa con il voto decisivo del presidente, essendo la votazione terminata con una parità di 9 voti contro 9.
Occorre innanzitutto rammentare che gli Svizzeri all'estero beneficiano del diritto di eleggibilità fin dalla fondazione dello Stato federale. Essi sono dunque equiparati giuridicamente ai compatrioti che vivono in Svizzera. Per quanto concerne il Consiglio degli Stati, la procedura d'elezione è retta dal diritto cantonale. Assegnare agli Svizzeri all'estero, come auspica l'autore dell'iniziativa, due seggi alla Camera alta o permettere loro di costituire un circondario elettorale per l'elezione del Consiglio nazionale significherebbe equipararli a un Cantone. È chiaro che non è possibile equiparare una struttura statale a un gruppo di persone disseminate nel mondo e il cui unico punto comune è il fatto di vivere fuori delle frontiere del proprio Paese.
Una forte minoranza della Commissione considera tuttavia che sarebbe effettivamente giudizioso che gli Svizzeri all'estero siano rappresentati in seno al Parlamento in quanto gruppo, affinché la loro situazione e le loro condizioni di vita siano meglio considerate. Secondo tale minoranza, gli Svizzeri all'estero potranno avere un reale influsso nell'Assemblea federale unicamente con l'istituzione di un circondario elettorale.
Per il resto i membri della Commissione concordano nel riconoscere che occorre fare il possibile affinché gli Svizzeri che vivono all'estero possano partecipare alle votazioni e alle elezioni, senza alcuna restrizione, come previsto dalla legislazione. Per questo motivo presterà ulteriore attenzione alla problematica.
06.458 n Iv. Pa. Rinuncia all'introduzione dell'iniziativa popolare generica
Nel suo progetto del 27 agosto 2007 volto a modificare la Costituzione federale, la CIP del Consiglio nazionale propone di rinunciare all'introduzione dell'iniziativa popolare generica, benché quest'ultima sia stata accettata dal popolo e dai Cantoni. Questa proposta non ha praticamente incontrato opposizione nell'ambito della procedura di consultazione svoltasi nel frattempo. Unicamente i Cantoni di Zurigo e di Basilea Città hanno ritenuto che il mandato costituzionale dovesse essere attuato. Per contro, gli altri partecipanti alla consultazione hanno aderito al parere della Commissione facendo valere che questo nuovo diritto popolare sarebbe troppo complicato da applicare. La Commissione, unanime, proporrà quindi alla propria Camera di abrogare le disposizioni costituzionali relative all'iniziativa popolare generica. In tal modo il popolo e i Cantoni avranno la possibilità di pronunciarsi nuovamente sulla questione, conoscendo questa volta la complessità della legislazione d'esecuzione.
Il rapporto sui risultati della consultazione e il rapporto della Commissione possono essere consultati all'indirizzo: http://www.parlament.ch/I/Pagine/ed-spk-06458.aspx.
Sugli altri affari esaminati la Commissione informerà in un secondo momento.
La Commissione si è riunita a Berna il 21 e 22 febbraio 2008, sotto la presidenza del consigliere nazionale Gerhard Pfister (PPD/ZG).
Berna, 22 febbraio 2008 Servizi del Parlamento