La Commissione del Consiglio degli Stati, incaricata dell’esame preliminare, si oppone alla decisione del Consiglio nazionale di estendere la revisione della legge sui documenti d’identità. Secondo la Camera bassa, le autorità potranno continuare a rilasciare carte d’identità sprovviste di dati biometrici registrati elettronicamente. Questa soluzione genererebbe costi considerevoli e si rivelerebbe poco pratica anche per i detentori delle carte d’identità.

A partire dall’estate 2009, tutti gli Stati Schengen dovranno rilasciare ai loro cittadini passaporti muniti di microchip, nei quali verranno registrate in particolare le impronte digitali. Nel suo disegno concernente i necessari adeguamenti della legislazione svizzera al nuovo diritto internazionale (07.039 s Passaporti e documenti di viaggio biometrici. Decreto federale), il Consiglio federale prevede che anche le carte d’identità dovranno essere provviste di microchip. Poiché l’infrastruttura necessaria sarà costosa, le carte d’identità e i passaporti potranno essere ottenuti soltanto presso determinati servizi centralizzati designati dai Cantoni.

Mentre il Consiglio degli Stati, in occasione del suo primo esame, aveva aderito al disegno del Consiglio federale, il Consiglio nazionale ha deciso di lasciare al cittadino la libertà di scegliere una carta d’identità senza microchip, da richiedere presso i Comuni di domicilio dei Cantoni che prevedono tale possibilità. La Camera bassa ha infatti ritenuto che numerosi cittadini utilizzano la loro carta d’identità prevalentemente in Svizzera.

Dopo aver consultato un rappresentante della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CCDGP), la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) ha respinto la proposta all’unanimità. Secondo la Commissione si tratta infatti di una soluzione estremamente dispendiosa, poiché implicherebbe la creazione di una doppia infrastruttura. Le carte d’identità senza microchip non si rivelerebbero pratiche nemmeno per i loro detentori, poiché a medio termine, in base ai futuri sviluppi dello spazio Schengen, tali documenti non permetteranno più di recarsi nei Paesi confinanti.

Con 6 voti a 1 e 2 astensioni, la CIP-S ha proposto alla propria Camera di accogliere una mozione del Consiglio nazionale che incarica il Consiglio federale di elaborare, in collaborazione con i Cantoni, un piano d’azione «Integrazione» (06.3765  Mo. Gruppo socialista. Piano d’azione «Integrazione»). Il piano mira in particolare a colmare le lacune scolastiche e linguistiche dei giovani con recente passato migratorio e a offrire ai genitori formazioni linguistiche adeguate.

La Commissione si è inoltre occupata della mozione Heberlein, che esige l’adozione di provvedimenti per lottare contro i matrimoni forzati e combinati. Dopo essere stata accolto dal Consiglio degli Stati, il testo dell’intervento è stato modificato dal Consiglio nazionale, che ha stralciato il termine «matrimoni combinati» (06.3658  Mo. Heberlein. Misure contro i matrimoni forzati e i matrimoni combinati). La CIP-S approva questa modifica, anche se non è possibile operare una distinzione chiara tra matrimoni forzati e combinati. La Commissione ritiene infatti prioritario che il Consiglio federale riceva senza indugio l’incarico di sottoporre al Parlamento le modifiche legislative necessarie.

La Commissione ha iniziato l’esame di un’altra mozione del Consiglio nazionale (07.3289  Mo. CdF-N. Modifica del diritto del personale federale. Accelerare la procedura in caso di controversia tra datore di lavoro e dipendente), esame che proseguirà tuttavia in occasione di un’altra seduta al fine di chiarire alcune questioni ancora in sospeso.

La Commissione si è riunita il 4 aprile 2008 a Berna sotto la presidenza di Hansheiri Inderkum (CEg, UR).

Berna, 7 aprile 2008 Servizi del Parlamento