Acquisto di armi
La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) ha deciso, con 12 voti contro 10 e due astensioni, di non dare seguito all'iniziativa parlamentare del consigliere nazionale ginevrino UDC André Reymond (09.407 n). Considerata la recente modifica della legge sulle armi (06.008 s) e l'adeguamento della legge sulle armi alla normativa di Schengen (09.044 s), la CPS-N non ritiene necessario intervenire.

La maggioranza della CPS-N non auspica alcun disciplinamento speciale per i cittadini svizzeri all'estero che acquistano armi o parti essenziali di un'arma. L'iniziativa chiede di modificare una disposizione nella legge sulle armi in modo tale che soltanto le persone domiciliate in un Paese dell'Unione europea o in uno Stato che ha aderito o è associato alla normativa di Schengen siano obbligate a presentare un'attestazione ufficiale del loro Stato di domicilio in base alla quale sono legittimate all'acquisto dell'arma o della sua parte essenziale. Per quanto riguarda gli Svizzeri all'estero domiciliati in un Paese al di fuori della zona Schengen, secondo l'iniziativa è necessario ripristinare la disposizione previgente in base alla quale il permesso d'acquisto di armi doveva essere rilasciato dall'autorità competente del Cantone in cui l'arma era stata acquistata.

La CPS-N propone, con 22 voti senza opposizione e un'astensione, di accettare il progetto di modifica della legge militare (09.063 s). La Commissione auspica due modifiche rispetto alla versione adottata dal Consiglio degli Stati nella sessione invernale 2009. In primo luogo propone, con 17 voti contro 4, di trasformare in semplice possibilità l'obbligo dei medici curanti e degli psicologi di notificare al DDPS elementi che potrebbero lasciar presagire che un militare con la sua arma potrebbe costituire un pericolo per se stesso o per gli altri (art. 113 cpv. 2). In secondo luogo, la Commissione propone all’unanimità di modificare le disposizioni del Codice penale affinché sia possibile iscrivere nel casellario giudiziale i gravi atti di violenza commessi da minori, anche se il giudice non ha pronunciato alcuna pena privativa della libertà. Questa disposizione mira a permettere di meglio individuare i delinquenti minorenni al momento del reclutamento. La Commissione riprende così una richiesta fatta nel quadro dell'iniziativa parlamentare Eichenberger (09.405 n). La CPS-N ha invece respinto, con 15 voti contro 5 e 2 astensioni, una proposta intesa a sopprimere ogni riferimento nella legge a una quota annua di reclute che effettuano il servizio d’istruzione senza interruzioni. Ha infine respinto altre due proposte: una volta a sopprimere l'obbligo per il militare di accettare un grado o di assumere una funzione (con 15 voti contro 8), e l'altra intesa a concedere al militare, nell'anno della nascita del proprio figlio, la possibilità di fruire di un congedo paternità remunerato invece di un corso di ripetizione (con 16 voti contro 8). Questo progetto di revisione dovrebbe essere esaminato dal Consiglio nazionale in occasione della prossima sessione primaverile.

Con 15 voti contro 8, la CPS-N ha deciso di sospendere la trattazione della mozione (08.3510) del consigliere nazionale Hans Fehr. La maggioranza della Commissione intende trattare la mozione soltanto dopo aver preso atto del rapporto concernente il futuro orientamento del Corpo delle guardie di confine (Cgcf), attualmente in elaborazione presso il DFF. La mozione chiede di rafforzare gli effettivi del Cgcf e di provvedere a una retribuzione competitiva. Alla vigilia della trattazione della mozione, la Commissione ha discusso a fondo del Cgcf: si è informata sulla sua collaborazione con i Cantoni, sull'attuazione e le prime esperienze con Schengen, sugli effettivi del personale e sulle prestazioni del Cgcf. La Commissione tornerà ad occuparsi approfonditamente di questo tema non appena in possesso del rapporto summenzionato.

La CPS-N ha infine preso atto dei rapporti delle sottocommissioni sulle visite alle truppe avvenute lo scorso anno. In questo contesto sottoporrà al DDPS diverse raccomandazioni. La Commissione ha inoltre discusso e preso atto del rapporto 2009 sull'impiego di SWISSCOY e del rapporto sull'impiego dell'esercito in occasione del Forum economico mondiale 2010 di Davos.

La Commissione si è riunita a Berna il 1° e il 2 febbraio 2010 sotto la presidenza del consigliere nazionale Jakob Büchler (PPD, SG). A parte della riunione hanno assistito i consiglieri federali Ueli Maurer, capo del DDPS, e Hans-Rudolf Merz, capo del DFF.


 Berna, 3 febbraio 2010 Servizi del Parlamento