Dopo che, nella sessione primaverile, il Consiglio nazionale aveva deciso all’unanimità che i cittadini svizzeri avrebbero potuto continuare ad accedere a una carta d’identità non biometrica senza chip elettronico, anche la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) fa propria tale richiesta; essa approva quindi un progetto in tal senso della Camera bassa (09.439 Iv. Pa. Garantire l’accesso a una carta d’identità classica, non biometrica, senza chip, a tutti i cittadini svizzeri / 10.308 Iv. Ct. TG. Legge sui documenti d’identità. Modifica), senza che alcuna altra proposta sia stata depositata. Il progetto intende modificare la legge federale sui documenti d’identità dei cittadini svizzeri (legge sui documenti d’identità) in modo che questi ultimi possano, su richiesta, continuare ad accedere a una carta d’identità senza dati registrati in forma elettronica e che i Cantoni possano decidere autonomamente sulla possibilità di rilascio presso il Comune di domicilio. Grazie alla modifica di legge si intende offrire anche in futuro un servizio pubblico semplice e vicino ai cittadini alle persone che vogliono utilizzare la carta d’identità soltanto in Svizzera.
10.483 n Iv. Pa. Müller Philipp. Nessuno statuto di rifugiato per i famigliari
10.484 n Iv. Pa. Müller Philipp. Nessuna preferenza in materia di permessi di domicilio alla persone soggette alla legislazione sull’asilo
10.485 n Iv. Pa. Müller Philipp. Uniformazione nel ricongiungimento famigliare
La Commissione ha poi dato il via libera alla Commissione omologa del Consiglio nazionale affinché elabori progetti di legge riguardanti due iniziative parlamentari del consigliere nazionale Philipp Müller (RL, AG) nel settore del diritto in materia d’asilo e in materia di stranieri. Essa ha invece respinto un’altra iniziativa, del medesimo autore, nell’ambito del diritto d’asilo, in parte per ragioni materiali e, considerata la revisione della legge sull’asilo in corso, in parte anche per motivi formali.
Con 6 voti contro 5 e un’astensione, la Commissione ha sostenuto quanto richiesto, ossia di riconoscere lo statuto di rifugiato solamente alle persone riconosciute come tali sulla base di un effettivo motivo di fuga, abrogando così le disposizioni riguardanti l’asilo accordato alle famiglie (10.483).
Con 9 voti contro 1 e 2 astensioni, è stata poi approvata un’iniziativa parlamentare con la quale si intende adeguare i requisiti nei confronti delle persone titolari di un permesso di domicilio (permesso C) in materia di ricongiungimento famigliare a quelli più severi nei confronti dei titolari di permessi di dimora annuali (permesso B; 10.485).
Con 6 voti contro 6 e il voto preponderante del presidente, la Commissione ha infine negato il proprio sostegno a un’iniziativa che chiedeva che ai rifugiati riconosciuti venisse rilasciato il permesso di domicilio non già, come finora, dopo 5 anni, bensì dopo 10 anni, alla stregua di quanto avviene per gli altri stranieri non provenienti da Stati UE/AELS (10.484).
10.457 n Iv. Pa. Joder. Ridisciplinamento della conclusione e dell’approvazione dei trattati internazionali.
Come la Commissione omologa della Camera bassa, la CIP del Consiglio degli Stati reputa necessario disciplinare in modo più preciso le condizioni in base alle quali il Consiglio federale può concludere autonomamente trattati internazionali. Con 6 voti contro 3 e 2 astensioni ha approvato l’iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Rudolf Joder (UDC, BE), dando il via libera all’elaborazione di un progetto. Ridisciplinando le competenze in materia di conclusione di trattati internazionali si intende in particolare impedire che il Consiglio federale concluda autonomamente trattati che contraddicono disposizioni legali emanate dall’Assemblea federale. La Commissione del Consiglio nazionale dovrà inoltre esaminare come, in futuro, andrà disciplinata in casi urgenti l’applicazione provvisoria dei trattati. L’iniziativa parlamentare prende spunto dalle esperienze fatte nel caso UBS dall’Assemblea federale con l’accordo di assistenza amministrativa con gli Stati Uniti.
08.522 n Iv. Pa. Facilitare l’esercizio dei diritti politici degli Svizzeri all’estero
Come il Consiglio nazionale, la Commissione ritiene che gli Svizzeri all’estero debbano esercitare i propri diritti politici con meno burocrazia possibile. Essa propone perciò all’unanimità di approvare il progetto della Camera bassa, secondo cui gli Svizzeri all’estero possono rinnovare la loro iscrizione presso il Comune di voto partecipando a una votazione o a un’elezione, senza dover fare un’iscrizione separata a tale scopo.
10.300 Iv. Ct. TI. Codice penale. Reintrodurre l’espulsione dal territorio svizzero
L’iniziativa depositata dal Cantone del Ticino chiede di reintrodurre l’espulsione dal territorio svizzero pronunciata da un giudice a titolo di pena accessoria. Oggi sono le autorità competenti in materia di stranieri a ritirare un permesso di dimora. Alla domanda sollevata dall’iniziativa si dovrà rispondere nel quadro della legislazione d’esecuzione inerente alla «iniziativa espulsione», accettata dal Popolo. Il Consiglio federale sta elaborando un pertinente disegno. Non volendo pronunciarsi ora sull’iniziativa del Cantone del Ticino, la Commissione propone alla sua Camera di sospenderne l’esame per un periodo che potrebbe superare un anno.
La Commissione si è riunita a Berna il 24 e il 25 marzo 2011, sotto la presidenza del consigliere agli Stati Alain Berset (S, FR).
Berna, 28 marzo 2011 Servizi del Parlamento