Protezione dell’Ambasciata di Svizzera a Tripoli
La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) saluta, con 17 voti contro 2 e 4 astensioni, la decisione di affidare la protezione dell’Ambasciata di Svizzera a Tripoli a un distaccamento dell’esercito anziché, come finora, a una società di sicurezza privata.

A causa delle divergenze di opinione tra il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) e il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non è stato possibile affidare, sin dall’inizio, la protezione dell’Ambasciata di Svizzera a Tripoli a specialisti dell’esercito. Questa missione è stata così assegnata a una società di sicurezza privata. La Commissione si rammarica di questa decisione, in quanto è segnatamente compito dello Stato provvedere alla sicurezza del suo personale impiegato all’estero. Inoltre, il nostro esercito dispone di specialisti appositamente addestrati ed equipaggiati per tali impieghi.

La stragrande maggioranza della CPS-N  sostiene pertanto l’impiego di un distaccamento dell’esercito svizzero proposto dal Consiglio federale nel suo messaggio del 18 gennaio 2012 (12.013 sn). Il distaccamento è composto da membri del comando delle forze speciali dell’esercito (distaccamento d’esplorazione dell’esercito 10 e distaccamento speciale della polizia militare). L’invio di truppe in borghese si fonda sull’articolo 69 capoverso 2 della legge militare (LM).

L’Ambasciata di Svizzera a Tripoli ha ripreso la sua attività a metà ottobre 2011. Benché dalla fine degli scontri tra ribelli e fedeli al regime la situazione in materia di sicurezza si sia stabilizzata, le rappresentanze estere in Libia sono tuttora esposte a rischi dovuti alle tensioni e conflitti tra milizie nonché ai grandi quantitativi di armi in possesso della popolazione.

La CPS-N ha approvato inoltre due mozioni di commissione volte ad arginare la violenza in occasione di manifestazioni sportive (tifoseria violenta). Con la prima mozione, il Consiglio federale viene incaricato di modificare la legge sul trasporto di viaggiatori affinché sia possibile escludere dall’obbligo di trasporto determinate persone per ragioni di ordine pubblico e di sicurezza. In effetti, le disposizioni di legge vigenti non consentono di escludere dal trasporto una persona che sia in possesso di un biglietto valido. Da ciò conseguono atti di violenza sui treni, nelle stazioni e nei confronti del personale che causano alle sole Ferrovie federali svizzere (FFS) costi supplementari di oltre 3 milioni di franchi all’anno. Questa mozione è stata adottata con 22 voti contro 0 e 2 astensioni.

Con la seconda mozione, adottata con 15 voti contro 6 e 2 astensioni, il Consiglio federale è incaricato di assumere le misure necessarie affinché i Cantoni interessati istituiscano procedure rapide per giudicare i casi di tifoseria violenta. La Commissione reputa importante ridurre al minimo il tempo che intercorre tra il reato e la sua condanna, al fine di scoraggiare in futuro i tifosi potenzialmente violenti.

In precedenza la CPS-N ha svolto un’indagine conoscitiva presso i rappresentanti delle autorità interessate della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni, nonché di associazioni, imprese di trasporto e della protezione dei dati, sul tema della violenza in occasione di manifestazioni sportive.

Presieduta dalla consigliera nazionale Chantal Galladé (SP, ZH), la Commissione si è riunita a Berna il 20 e 21 febbraio 2012. A parte della seduta erano presenti il capo del DDPS, consigliere federale Ueli Maurer, e il consigliere federale Didier Burkhalter, capo del DFAE.

 

Berna, 21 febbraio 2012 Servizi del Parlamento