Nell’ambito dei periodici incontri di
approfondimento tenutisi durante le sue ultime sedute, la CPE-N si è occupata
della «Belt and Road Initiative», progetto che promuove la creazione e lo
sviluppo di reti commerciali e infrastrutturali intercontinentali tra la Cina e
diversi Paesi asiatici, africani ed europei. Al fine di approfondire questa
tematica complessa, la Commissione ha deciso che il viaggio d’informazione di
quest’anno l’avrebbe condotta in Cina e in Kazakistan.
Il viaggio di studio è iniziato lunedì 22
ottobre 2018 a Pechino, dove la delegazione, composta da otto persone, è stata
accolta da ZHANG Yesui, presidente del comitato di politica estera
dell’Assemblea nazionale del popolo cinese. Durante il colloquio sono state
elogiate le relazioni amichevoli e di lunga data tra i due Paesi,
caratterizzate da una molteplicità di temi (cooperazione in materia di
politica, economia, scienza, formazione, ambiente, turismo e diritti umani) e
da un ritmo elevato di visite bilaterali. L’accordo di libero scambio tra la
Svizzera e la Cina, entrato in vigore nel 2014, rappresenta una tappa
importante nelle relazioni. La delegazione si è inoltre informata sulle
motivazioni e sulla strategia della Cina nell’ambito della BRI e ha
sottolineato che, dal punto di vista del nostro Paese, per un’attuazione
efficace dell’iniziativa è di fondamentale importanza il rispetto di standard
elevati in materia di aggiudicazione, di governance, di diritti umani e di
ambiente.
Dopo un breve soggiorno nella capitale, la
delegazione si è recata a Chengdu, uno dei maggiori centri economici del Paese
e il più importante snodo di traffico della Cina occidentale. Nell’ambito della
visita a un terminal merci ferroviario, la delegazione si è fatta un’idea dello
stato di realizzazione della BRI; inoltre è stata accolta dal Congresso del
popolo della provincia dello Sichuan. Come anche nelle altre tappe del suo
viaggio lungo la «Nuova via della seta», la delegazione ha inoltre parlato con
rappresentanti di imprese svizzere e con esperti nazionali e internazionali
delle opportunità e dei rischi della BRI. Nei colloqui con diversi
rappresentanti del mondo economico, la delegazione ha discusso anche
dell’importanza dell’accordo di libero scambio, il quale non ha ancora
soddisfatto completamente le elevate aspettative in esso riposte. Si è parlato
altresì della reciprocità in materia di accesso al mercato per le imprese
svizzere e degli investimenti cinesi in Svizzera.
A Urumqi, un altro snodo di traffico della
«Nuova via della seta», la delegazione ha incontrato alcuni rappresentanti del
Congresso del popolo della regione autonoma dello Xinjiang. Oltre a discutere
dell’importanza della BRI per la regione, della sua situazione economica e
delle sfide politiche, la delegazione svizzera ha colto l’occasione del
colloquio per esprimere la sua preoccupazione in merito al deterioramento della
situazione dei diritti umani nella regione e, in particolare, per quanto
concerne la minoranza uigura.
La Svizzera conduce con la Cina dal 1991 un
dialogo sui diritti umani. Durante il viaggio la delegazione ha parlato in più
occasioni con membri della società civile impegnati, tra le altre cose, nella
lotta per i diritti delle minoranze, dei lavoratori migranti e dei difensori
dei diritti umani. Indipendentemente dal fatto che il viaggio fosse incentrato
su questioni di politica estera, la delegazione ha colto l’occasione dei vari
colloqui ufficiali per parlare anche di tematiche legate ai diritti umani. Essa
è convinta che la cooperazione economica, ad esempio nel quadro della BRI,
possa contribuire anche a promuovere valori fondamentali per la Svizzera quali
lo Stato del diritto, la democrazia e i diritti umani.
Da Umruqi la delegazione ha proseguito il suo
viaggio per Almaty. Grazie alla sua posizione geografica, alle sue ingenti
risorse naturali e alle sue dimensioni, il Kazakistan riveste un ruolo chiave
come Paese di transito per le merci cinesi. Il soggiorno ad Almaty ha permesso
alla delegazione di farsi un’idea dello stato di realizzazione della BRI in uno
dei suoi Stati partner e di come il progetto viene percepito.
Nel corso del suo viaggio la delegazione ha
più volte constatato che la BRI rappresenta un progetto di politica estera
prestigioso, che va al di là di motivazioni puramente economiche; tuttavia la
sua realizzazione resta in varie località ancora vaga. La delegazione ritiene
che l’attuazione concreta degli obiettivi ambiziosi della BRI dipenderà in
particolare da quanto la Cina sarà pronta a garantire che tutti i Paesi situati
lungo la «Nuova via della seta» possano beneficiare del progetto in modo
adeguato e che gli standard internazionali possano essere rispettati.
Ogni anno, le Commissioni della politica
estera inviano ciascuna una delegazione all’estero per un viaggio
d’informazione. La delegazione riferirà in seno alla CPE-N in merito alle
conclusioni tratte da questo soggiorno e raccomanderà alla Commissione di occuparsi
ulteriormente di questo tema. Quest’anno, la delegazione della CPE-N è stata
guidata dalla presidente della Commissione, Elisabeth Schneider-Schneiter
(PPD/BL), ed era composta dalle consigliere nazionali Sibel Arslan (G/BS) e
Claudia Friedl (PS/SG) e dai consiglieri nazionali Andreas Aebi (UDC/BE),
Walter Müller (PLR/SG), Yves Nidegger (UDC/GE), Maximilian Reimann (UDC/AG) e
Manuel Tornare (PS/GE).