Durante la seduta straordinaria, alla quale era presente il consigliere federale Guy Parmelin, capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) ha discusso intensamente sui dazi del 39 per cento applicati dal 7 agosto 2025 sui prodotti svizzeri esportati negli Stati Uniti.

La CPE-N ha preso atto dei risultati degli incontri e dei colloqui della presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter e del consigliere federale Guy Parmelin a Washington, in particolare quelli tenutisi il 5 e il 6 agosto 2025. La CPE-N ha dibattuto sulle varie soluzioni previste dal Consiglio federale e sulle prossime tappe allo scopo di far diminuire rapidamente i dazi americani sui prodotti svizzeri.

La discussione ha anche riguardato le conseguenze di questi dazi per i vari settori economici svizzeri, che saranno colpiti in modo diverso. A tal proposito è stata trattata la questione delle eventuali misure economiche da adottare per alleggerire gli oneri a carico delle imprese, tra cui la proroga della durata massima dell’indennità per orario ridotto e la semplificazione delle procedure amministrative. Sono stati inoltre discussi la stabilizzazione e lo sviluppo delle relazioni con l’Unione europea nonché la diversificazione della rete di accordi di libero scambio della Svizzera.

La Commissione ha respinto, con 12 voti contro 9 e 0 astensioni, una proposta di mozione di commissione che incaricava il Consiglio federale di coordinarsi sistematicamente con i partner dell’AELS e dell’UE per i futuri negoziati, in particolare con gli Stati Uniti. La maggioranza della Commissione ha ritenuto, sulla base dei chiarimenti del consigliere federale Guy Parmelin, che uno stretto coordinamento fosse già garantito.