La Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) si è chinata sulla decisione dell’Unione europea (UE) di concedere alla Svizzera l’equivalenza borsistica per un anno e su quella, in materia fiscale, di inserire il nostro Paese in una lista «grigia» in attesa che siano compiuti progressi sulle sue particolarità. I membri della CPE-S hanno colto l’opportunità per discutere anche alcune questioni riguardanti il contributo alla coesione dell’UE, nell’intento di partecipare alla riduzione delle disuguaglianze economiche e sociali in taluni Paesi dell’UE, l’accesso della Svizzera al mercato europeo e le prospettive per la conclusione di un accordo istituzionale.
Attività della politica migratoria estera della Svizzera
Alla presenza della consigliera federale Simonetta Sommaruga, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, la CPE-S ha esaminato il rapporto 2016 del Consiglio federale sulle attività della politica migratoria estera della Svizzera.
La discussione si è focalizzata sulle preoccupanti situazioni nel Corno d’Africa e in particolare in Siria e nei suoi Paesi vicini, oltre che sulle sfide cui devono far fronte in quest’ambito la Svizzera e l’UE. La CPE-S, che approva il rapporto, ha chiesto in particolare ragguagli sulle varie forme di partenariato, in atto o possibili, con l’UE riguardo ai programmi di ricollocamento dei rifugiati, così come sugli stretti legami che intercorrono fra i settori della politica migratoria, della sicurezza e della cooperazione allo sviluppo. Alcuni membri della Commissione hanno sottolineato che i tagli nel settore dell’aiuto allo sviluppo non saranno senza conseguenze per la politica migratoria.
La CPE-S ha proseguito l’esame del rapporto approfondendo la questione riguardante la strategia adottata dalla Svizzera per le regioni del Nordafrica e del Vicino Oriente.
Altri argomenti
La Commissione si è occupata di varie questioni di attualità riguardanti l’economia esterna e la fiscalità internazionale. Ha discusso, ad esempio, sui passi da intraprendere successivamente alla Conferenza ministeriale OMC di Buenos Aires, nonché sulla riforma fiscale decisa dagli Stati Uniti e sulle sue conseguenze per la Svizzera. La Commissione ha inoltre preso conoscenza del rapporto 2017 sull’impiego di Swisscoy in seno alla KFOR.
Viaggio d’informazione 2018
Ogni anno, le Commissioni della politica estera inviano ciascuna una delegazione all’estero per un viaggio d’informazione. La CPE-S ha deciso che il viaggio di quest’anno avrà come meta l’Oceania e sarà compiuto da una delegazione composta da sei membri. La relativa richiesta di autorizzazione verrà sottoposta all’Ufficio del Consiglio degli Stati. La Commissione motiva la sua decisione con il fatto che l’Australia e la Nuova Zelanda sono due partner importanti per la Svizzera, soprattutto a livello multilaterale, anche se i contatti ufficiali risultano, a causa della lontananza geografica, relativamente poco frequenti. Il viaggio offrirà anche l’occasione per incontrare le importanti comunità di Svizzeri all’estero residenti in quelle regioni. Una tappa intermedia a Singapore permetterà inoltre alla delegazione di discutere vari temi di economia esterna e finanziaria.