La Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati (CdF-S) esamina, nell’ambito della procedura di corapporto, l’istituzione di un Fondo per gli armamenti (26.051). Essa modifica in modo sostanziale il disegno del Consiglio federale. L’aumento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) dovrebbe essere inferiore, per il finanziamento dovrebbero essere considerati anche residui di credito e la durata del Fondo dovrebbe essere estesa a 18 anni. Inoltre, l’adozione della legge relativa al Fondo e la votazione obbligatoria sull’aumento dell’IVA vengono separate.

Corapporto all’indirizzo della CPS-S sul finanziamento di uscite per l’armamento tramite l’aumento dell’IVA (26.051)

Alla presenza del capo del DDPS, la Commissione delle finanze ha esaminato il finanziamento di uscite per l’armamento nell’ambito di un corapporto all’indirizzo della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-S), competente in materia. La Commissione era già stata ragguagliata sul progetto in una seduta congiunta con la CPS-S (cfr. comunicato stampa della CPS-S del 21 agosto 2026). Le due commissioni hanno conferito all’Amministrazione mandati di approfondimento. La Commissione delle finanze disponeva ai fini della discussione del relativo rapporto dell’Amministrazione. All’inizio della seduta, il capo del DDPS ha presentato gli elementi del progetto rilevanti dal punto di vista della politica finanziaria.

Alla Commissione sono state sottoposte proposte relative a tre progetti alternativi, che alla fine sono stati messi ai voti confrontandoli. L’istituzione di un Fondo per gli armamenti è sempre stata indiscussa. Il primo progetto comprendente sette proposte prevedeva, come elemento centrale, di rinunciare all’aumento dell’IVA. A questo progetto è stato contrapposto un secondo progetto alternativo, che alla fine ha prevalso, il quale prevede un leggero aumento dell’IVA, ma con la necessaria votazione a tal fine solo nel 2028 (si vedano più avanti ulteriori dettagli su questo progetto). Il secondo progetto ha prevalso con 9 voti contro 2 e 1 astensione. Un terzo progetto prevedeva di aumentare l’IVA per il finanziamento, ma soprattutto di stanziare in via straordinaria un versamento nel Fondo pari a 24 miliardi di franchi (cfr. art. 15 cpv. 1 lett. a LFC). In tal modo, all’entrata in vigore del Fondo sarebbero stati immediatamente disponibili 24 miliardi di franchi. Il secondo progetto ha avuto la meglio con 11 voti contro 1, prevalendo successivamente anche sul progetto del Consiglio federale (9 voti contro 2 e 1 astensione).

Come il Consiglio federale, la Commissione delle finanze propone alla CPS-S un Fondo per gli armamenti in grado di contrarre debiti. Nei seguenti punti il piano di finanziamento della CdF-S si discosta dalla proposta del Consiglio federale: all’articolo 4, in un nuovo capoverso 1bis, si stabilisce che il Fondo per gli armamenti riceva un contributo federale annuo supplementare di un importo massimo pari a 1 300 milioni di franchi. Il controfinanziamento avviene in particolare tramite un aumento dell’IVA pari allo 0,2 per cento (800 milioni di franchi) e la metà dei residui di credito (500 milioni di franchi). A tal fine viene modificato l’articolo 17e capoverso 1 della legge federale sulle finanze della Confederazione (RS 611.0); la metà dei residui di credito viene così destinata alla riduzione dei debiti legati al coronavirus, l’altra metà al Fondo per gli armamenti. Il Consiglio federale chiede dunque con la seconda aggiunta al preventivo 2026 970 milioni di franchi. Per la Commissione delle finanze, tale importo sarebbe da addebitare allo stanziamento di 24 miliardi di franchi. Un primo intervento sostanziale riguarda il Fondo per gli armamenti, la cui durata viene estesa a 18 anni, prolungandone così la validità fino al 31 dicembre 2045. Una seconda modifica rilevante prevede di posticipare al 2028 (rispetto al 2027 originariamente pianificato dal Consiglio federale) la votazione sul decreto federale concernente il finanziamento di uscite per l’armamento dell’esercito tramite un aumento dell’IVA. Contestualmente, si propone di ridimensionare gli aumenti previsti: nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2029 e il 31 dicembre 2045, l’aliquota normale (lett. a) subirà un incremento di 0,2 punti percentuali (anziché 0,5), mentre l’aliquota speciale per prestazioni nel settore alberghiero (lett. b) di 0,1 punti percentuali (anziché 0,3). Infine, la decisione in merito all’aumento dell’IVA dovrebbe essere coordinata con un’altra votazione di natura analoga. Si terrà, infatti, in concomitanza con il voto – già in programma per il 2028 – riguardante la proroga del versamento dell’uno per mille dell’IVA nel Fondo per l’infrastruttura ferroviaria. In questo modo, l’eventuale votazione sul Fondo per gli armamenti (referendum legislativo facoltativo) sarà svincolata dalla votazione obbligatoria sull’aumento dell’IVA.

Preventivo 2027 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2028-2030 (26.041 ns)

Le grandi linee del preventivo 2027 della Confederazione erano state presentate alla Commissione delle finanze il 25 giugno 2026, all’indomani dell’approvazione materiale da parte del Consiglio federale. A seguito dell’adozione formale del messaggio concernente il preventivo per il 2027 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2028-2030, avvenuta nella seduta del 19 agosto scorso, la Commissione ha potuto avviare concretamente l’esame del preventivo.

In questa prima fase, si è tenuta la tradizionale audizione del presidente della Direzione generale della Banca nazionale svizzera (BNS), che ha illustrato le prospettive economiche in Svizzera e nel contesto globale. Il dibattito che ne è scaturito si è concentrato principalmente su due temi chiave: l’evoluzione dell’inflazione in Svizzera, soprattutto a causa dell’aumento del prezzo del petrolio, e l’impatto potenziale del tasso di cambio sull’economia nazionale nonché sulla futura distribuzione degli utili alla Confederazione e ai Cantoni.

L’Amministrazione federale delle finanze ha successivamente illustrato alla Commissione la prima proiezione per il 2026. Basata sui dati di fine giugno, la stima delinea un quadro decisamente più favorevole rispetto alle previsioni iniziali del preventivo: si profila infatti un’eccedenza di finanziamento di circa 0,8 miliardi di franchi, a fronte del deficit preventivato di 0,7 miliardi. Questo risultato tiene già conto di un credito aggiuntivo pari a 970 milioni di franchi, che il Consiglio federale richiederà nel quadro della seconda aggiunta al preventivo 2026 per far fronte a spese supplementari nel settore degli armamenti. Il miglioramento rispetto al preventivo è riconducibile soprattutto al forte aumento delle entrate provenienti dall’imposta sull’utile. Sebbene l’intera Commissione accolga con favore l’evoluzione positiva delle proiezioni per il 2026, una parte dei membri invita alla cautela, richiamando l’estrema volatilità e la natura potenzialmente transitoria di tali entrate fiscali. Un’altra parte della Commissione raccomanda invece di rivedere i metodi di stima adottati in sede di preventivo affinché le cifre siano più aderenti alla realtà, poiché i dati consuntivi risultano sistematicamente superiori alle previsioni. Nel corso dei lavori è stata inoltre sollevata la questione della pertinenza del credito aggiuntivo di 970 milioni di franchi destinato alle spese per gli armamenti. Il dibattito approfondito e le relative deliberazioni si terranno tuttavia nel quarto trimestre, in occasione dell’esame della seconda aggiunta al preventivo 2026.

La CdF-S ha infine proceduto alla discussione generale relativa al preventivo 2027. Il preventivo adottato dal Consiglio federale prevede un’eccedenza strutturale, sinonimo di margine di manovra, pari a 185 milioni di franchi. In questo contesto, il Dipartimento federale delle finanze ha precisato che il previsto aumento delle entrate e l’attuazione del pacchetto di sgravio 2027 deciso dal Parlamento consentono di presentare cifre conformi alle prescrizioni relative al freno all’indebitamento. Il previsto aumento di alcune spese, sia nel settore della difesa che in quello sociale, lascia tuttavia solo un margine di manovra estremamente esiguo a medio termine. Sono state sollevate diverse questioni concernenti il preventivo previsto per il finanziamento delle persone con statuto di protezione S, l’evoluzione della cooperazione allo sviluppo e degli aiuti umanitari, nonché le previsioni di gettito fiscale; tali questioni saranno oggetto di un approfondimento in occasione dell’esame del preventivo da parte delle sottocommissioni della CdF.

Visto che l’entrata in materia è stata formalmente approvata, la deliberazione di dettaglio sul preventivo 2027 si svolgerà in seno alle sottocommissioni competenti nel mese di ottobre. Queste ultime formuleranno proposte all’attenzione della CdF-S in vista della sua seduta del 16 e 17 novembre 2026. Le Camere federali esamineranno il preventivo durante la sessione invernale.

Mozioni di competenza della Commissione delle finanze

La Commissione ha nuovamente esaminato la mozione 25.3246 n Introduzione di un limite massimo per il numero di collaboratori in equivalenti a tempo pieno (ETP) presso l’Amministrazione federale.

Nel corso della seduta di maggio 2026, la Commissione aveva deciso di proporre di respingere una mozione dal tenore analogo (Mo. Friedli Esther 25.4154 s), riservandosi tuttavia la facoltà di modificare la mozione 25.3246 e rinviando la decisione alla seduta odierna. Pur comprendendo le argomentazioni addotte dall’autore della mozione, la maggioranza della Commissione ha ritenuto che l’attuazione proposta sia eccessivamente rigida, senza la necessaria flessibilità, ad esempio per far fronte alle esigenze che si prospettano nel settore della sicurezza. Di conseguenza, la Commissione propone di respingere la mozione con 7 voti contro 4 e 1 astensione. Al contempo, con 8 voti contro 4, ha adottato una mozione di commissione volta a escludere, per il preventivo 2028 e per il piano integrato dei compiti e delle finanze (PICF) 2029-2031 (e i relativi preventivi), qualsiasi spesa supplementare per il personale che comporti un aumento del relativo limite di spesa, fatta eccezione per circostanze straordinarie di natura esterna. Secondo la maggioranza, un intervento di questo tipo si rende necessario per arginare una crescita della spesa per il personale giudicata sproporzionata. Di diverso avviso la minoranza, la quale sostiene che l’evoluzione dell’organico e dei relativi costi non è problematica, ma è perlopiù la naturale conseguenza dei nuovi compiti attribuiti dal Parlamento all’Amministrazione federale.

Inoltre, la CdF-S ha esaminato la mozione 26.3008 n. «DigiSanté. Adottare un approccio cooperativo e pubblico per l’elaborazione a tappe dei progetti», presentata dalla sua omologa del Consiglio nazionale. La mozione mira a elaborare i progetti del programma DigiSanté in modo collaborativo e trasparente, al fine di rafforzare il sostegno della popolazione e facilitarne l’attuazione. Con 9 voti contro 0 e 3 astensioni, la Commissione sostiene la mozione. Per un programma di tale portata, ritiene importante rafforzare la fiducia tenendo conto delle esigenze degli utenti. La mozione conferma in parte gli orientamenti già stabiliti, ma permette di riaffermare chiaramente la direzione da seguire. L’approccio «comunitario» deve tuttavia rimanere proporzionato alla portata di ciascun progetto, al fine di non appesantire le procedure né ritardare la realizzazione del programma.

La Commissione ha nuovamente deciso di sospendere l’esame delle mozioni 25.3978 s «Emissione di un prestito di sicurezza», 25.4457 s «Garanzia degli investimenti strategici per l’esercito fino al 2035. mobilitazione di riserve di capitale e di entrate dinamiche per creare una riserva di finanziamento» e 25.3233 s «Adeguare il freno all’indebitamento della Confederazione». La CdF-S esaminerà queste mozioni in una prossima seduta, una volta che il Parlamento avrà preso le decisioni relative al progetto di finanziamento delle spese per l’armamento dell’Esercito mediante un aumento dell’imposta sul valore aggiunto.

Altri oggetti

La Commissione ha discusso del costo della copertura dei rischi legati al cambio per la Confederazione. Tale copertura comporta costi di opportunità per la Confederazione, ma consente di evitare un rischio potenzialmente più elevato. Al termine della discussione, la Commissione non ha ritenuto opportuno proporre una modifica dell’attuale prassi in seno Confederazione.

Inoltre, la Commissione sostiene senza opposizioni le proposte di modifica dell’ordinanza sulle finanze della Confederazione (OFC; RS 61​1.01) rese necessarie dalla rinuncia al piano finanziario di legislatura, decisa dalle Camere federali nell’ambito della legge federale sul programma di sgravio 2027 delle finanze federali.

Presieduta dalla consigliera agli Stati Eva Herzog (PS, BS), la Commissione si è riunita a Berna il 24 e il 25 agosto 2026. A parte della seduta erano presenti il presidente della Direzione generale della BNS, il capo del DDPS e rappresentanti del DFF, DFI e DDPS.