La Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati (CdF-S) ha esaminato il messaggio concernente gli immobili civili della Confederazione per il 2026 (26.040 n) che prevede crediti d’impegno per un totale di 773,8 milioni di franchi, di cui 211,7 milioni per il risanamento e l’ampliamento della Biblioteca nazionale svizzera a Berna e 96 milioni per il risanamento completo dell’ambasciata svizzera a Londra. L’unico progetto ad aver suscitato discussioni è quello relativo alla locazione e alla predisposizione di uno spazio di 2159 metri quadrati su cinque piani nell’edificio sito al numero 2 di Piazza federale a Berna, destinato ad accogliere il centro visite e informazioni del Parlamento.
I costi di locazione per una durata di 12 anni stimati a 19 600 000 franchi, i lavori di ampliamento dell’edificio in funzione dei bisogni del locatario (a suo carico) pari a 24 600 000 franchi e le riserve previste per 5 100 000 franchi non hanno convinto la maggioranza della Commissione. Con 7 voti contro 6, quest’ultima propone dunque di scindere il progetto iniziale del Consiglio federale in due parti: la prima riguarderebbe esclusivamente il centro visite del Parlamento e la seconda gli altri progetti immobiliari trattati nel messaggio. Dopodiché, la maggioranza della Commissione propone di rinviare al Consiglio federale e alla Delegazione amministrativa dell’Assemblea federale il progetto relativo al centro visite, con l’incarico di realizzare tale centro in un edificio di proprietà della Confederazione o di valutare l’acquisto dello stabile sito al numero 2 di Piazza federale, nonché di immaginare una forma di esercizio meno dispendiosa rispetto a quella già presentata (meno personale aggiuntivo e spese annue più contenute).
La maggioranza della Commissione ritiene che l’educazione civica e la trasmissione di informazioni legate alla democrazia, pur di fondamentale importanza, possano essere promosse in un’altra forma, a un livello più locale, dai Cantoni o dai Comuni, oppure coinvolgendo altri edifici emblematici della Confederazione. È cosciente delle esigenze particolari, soprattutto in termini di sicurezza, di cui occorre tenere conto nel caso di un Parlamento, ma a suo avviso il problema principale risiede nel fatto che gli orari e i giorni in cui è possibile visitare Palazzo federale sono insufficienti rispetto alla domanda. La maggioranza della Commissione non crede che l’apertura di un centro visite basterà a risolvere il problema e ad accontentare i visitatori; è infatti lecito supporre che la maggior parte di essi continuerà a voler entrare nel Palazzo del Parlamento. L’ammontare dei costi d’esercizio preventivati, personale aggiuntivo compreso (pari a 8,3 milioni di franchi a partire dal 2030, rispetto agli 1,8 milioni del 2025) ha suscitato non poche riserve in considerazione delle crescenti sfide che le finanze federali si trovano attualmente ad affrontare.
La minoranza della Commissione considera invece che l’attuale offerta di servizi di accoglienza dei visitatori non è più all’altezza delle aspettative. La creazione di nuovi spazi destinati alla promozione della democrazia e dell’informazione della popolazione presenterebbe un interesse evidente, segnatamente pedagogico e didattico per le classi scolastiche, e permetterebbe di estendere l’offerta per il pubblico nonché di adempiere il mandato contenuto nell’articolo 87a della legge federale sui diritti politici (RS 161.1). Tale soluzione contribuirebbe sul lungo periodo a decongestionare le visite del Palazzo del Parlamento. Per la minoranza, rinviare il progetto, ossia rimandarne l’attuazione, significherebbe di fatto abbandonarlo. Le superfici situate in prossimità della Piazza federale sono molto ricercate e un’opportunità come quella presentata è estremamente rara.
L’oggetto, insieme alle eventuali divergenze tra le Camere, sarà trattato durante la prossima sessione invernale.
Aggiunta II al preventivo 2026 (26.042 ns)
La CdF-S ha avviato l’esame preliminare relativo al secondo supplemento al preventivo 2026 svolgendo il dibattito generale. Il pertinente disegno del Consiglio federale prevede cinque crediti supplementari per un importo complessivo di circa 1050 milioni di franchi, di cui 970 milioni destinati a spese per gli armamenti, quali i sistemi di difesa terra-aria a media e corta gittata, un radar a medio raggio parzialmente mobile e un sistema di difesa contro i mini droni.
La breve discussione che ha fatto seguito alla presentazione della consigliera federale responsabile delle finanze ha riguardato la natura delle entrate supplementari che consentono di finanziare il secondo supplemento previste dal Dipartimento federale delle finanze (DFF). Dopo l’entrata in materia – che in caso di esame del preventivo è obbligatoria − la Commissione ha deciso di riservare le proprie domande per la deliberazione di dettaglio che avrà luogo nella seduta del 16 e 17 novembre, dopo che le sue sottocommissioni avranno analizzato in dettaglio i vari crediti richiesti e le avranno presentato le loro conclusioni.
Mozioni di competenza della Commissione delle finanze
Al termine di una discussione molto breve, la Commissione propone, senza opposizione, di approvare la mozione 25.4167 n Razionalizzare i servizi della Confederazione sparsi tra i vari dipartimenti. La mozione incarica il Consiglio federale di adottare le misure necessarie per migliorare le sinergie e favorire la centralizzazione dei servizi di supporto dell’Amministrazione federale. Per la Commissione l’obiettivo della mozione è giustificato da ragioni di efficienza e di risparmio. Il mandato conferito al Consiglio federale corrisponde inoltre in larga misura a quanto chiesto dalla mozione 25.4412 s Centralizzare i servizi amministrativi comuni per migliorare l’efficienza e ridurre i costi, che la CdF-S aveva presentato nel 2025 e che era stata approvata da entrambe le Camere.
Nel corso della discussione sul preventivo 2027, la CdF-S ha presentato la mozione 25.4413 Finanziamento integrale di Swissmedic mediante emolumenti e tasse. Il Consiglio degli Stati ha accolto la mozione, mentre il Consiglio nazionale ne ha modificato il testo in alcuni punti. Con la modifica del testo della mozione, il Consiglio nazionale intende precisare che anche in futuro i compiti sovrani di elaborazione delle normative e di esecuzione delle disposizioni di diritto penale non andranno finanziati con tasse ed emolumenti ma, come finora, dalla Confederazione. La CdF-S propone all’unanimità alla propria Camera di approvare la mozione nel suo tenore modificato.
Controllo federale delle finanze e Delegazione delle finanze
Il 18 maggio 2026 la Commissione ha chiesto che le venisse presentato il rapporto annuale 2025 del Controllo federale delle finanze (CDF). Nel rapporto, il CDF afferma che anche i proventi derivanti dai prelievi di capitale dal secondo e dal terzo pilastro versati a persone fisiche dovrebbero confluire nel calcolo del potenziale di risorse del Cantone in cui tali persone sono assoggettate. L’Amministrazione federale delle finanze ha redatto una nota in merito, dove precisa che se si includessero le prestazioni in capitale derivanti dalla previdenza, nel 2026 i risparmi per la Confederazione nella perequazione delle risorse ammonterebbero a circa 105 milioni di franchi. Secondo l’Amministrazione federale delle finanze il calcolo del potenziale di risorse dovrebbe essere adeguato nell’ambito del prossimo rapporto sull’efficacia. Per la Commissione delle finanze occorre procedere in questo senso. Oltre a ciò, la CdF ha discusso dell’evoluzione generale della perequazione finanziaria e ha ricevuto informazioni dall’Amministrazione federale delle finanze circa gli attuali lavori preparatori per il prossimo rapporto sull’efficacia. Considerato il notevole impatto che l’ammontare dei pagamenti di perequazione finanziaria della Confederazione ha sul bilancio di quest’ultima, la CdF continuerà a seguire da vicino la situazione.
Il CDF è responsabile della trasparenza per quanto riguarda il finanziamento della politica. Ha fatto sapere che tale compito è difficilmente conciliabile con il suo ruolo di massima autorità di controllo finanziario. Vi intravvede un certo rischio per la propria indipendenza e credibilità. Le Commissioni delle finanze e la Delegazione delle finanze (DelFin) si sono a più riprese soffermate su questo nuovo compito del CDF, poiché ritengono l’indipendenza di quest’ultimo fondamentale per l’esercizio dell’alta vigilanza finanziaria. La Commissione ha discusso la questione con rappresentanti dell’Ufficio federale di giustizia, della Cancelleria federale e del CDF. La CdF-S ritiene che vadano considerati vari aspetti: da un lato, l’indipendenza e la credibilità del CDF nel suo compito principale di vigilanza finanziaria, dall’altro, il buon adempimento dei compiti da parte sua, confermato da tutte le parti coinvolte, e i costi legati all’adempimento di tali compiti. Come la Delegazione delle finanze e la sua omologa del Consiglio nazionale, la CdF-S è dell’avviso che le Commissioni delle istituzioni politiche, competenti in materia legislativa, debbano procedere a una ponderazione degli interessi.
Il presidente della DelFin ha illustrato le principali attività svolte dalla Delegazione successivamente alla presentazione del rapporto annuale 2025 in occasione della seduta del 27 marzo. La CdF-S non ha riscontrato alcuna necessità di intervento.
Corapporto della Commissione delle finanze
Con la legge federale sul sostegno alle esposizioni nazionali (LSEN, 26.064 s), il Consiglio federale intende creare le basi legali per un eventuale sostegno finanziario alle future esposizioni nazionali. La Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio degli Stati (CSEC-S) si è occupata dell’esame preliminare del disegno di legge, e con il voto decisivo del suo presidente ha deciso di entrare in materia (cfr. comunicato stampa della CSEC-S del 16.10.2026). La CdF, che valuta il progetto sotto il profilo della politica finanziaria, con 7 voti contro 5 e 1 astensione propone invece di non entrare in materia. La maggioranza della Commissione delle finanze non è contraria alle esposizioni nazionali: i suoi membri che hanno votato a favore della non entrata in materia sostengono la realizzazione di tali esposizioni e le considerano importanti per la coesione del Paese. Tuttavia ritengono che non sia necessaria una base legale. Vi sono state tuttavia anche voci critiche che hanno messo in discussione l’utilità attuale delle esposizioni nazionali e hanno espresso riserve di natura finanziaria.
Altri oggetti
La Banca nazionale svizzera (BNS) distribuisce regolarmente utili alla Confederazione e ai Cantoni. La distribuzione è disciplinata da una convenzione tra la BNS e il DFF. Il 1° ottobre 2026 le due parti hanno firmato una nuova convenzione per gli esercizi 2026−2030 (comunicato stampa del DFF del 1.10.2026). La nuova convenzione prevede che ogni anno venga distribuito alla Confederazione e ai Cantoni un importo fino a 6 miliardi di franchi, a condizione che la situazione finanziaria della Banca nazionale lo consenta. La CdF ha chiesto all’Amministrazione federale delle finanze di illustrarle la nuova convenzione. Continuerà a monitorare l’andamento delle distribuzioni degli utili, in particolare l’aspetto relativo all’ammontare del capitale proprio della BNS e il suo rapporto con la distribuzione degli utili alla Confederazione e ai Cantoni.
Le Camere hanno accolto la mozione della CdF-N 22.4255 Finanziamento di progetti di digitalizzazione decentralizzati. La CdF-S ha preso visione del rapporto del Consiglio federale del 6 maggio 2026 e non ha riscontrato la necessità di un ulteriore intervento. Il Consiglio federale può proporre lo stralcio dal ruolo della mozione.
Il 10 giugno 2025 la Commissione delle finanze ha esaminato la legge federale sull’aiuto immediato per Blatten e un credito aggiuntivo di 5 milioni di franchi (25.062 sn). Le Camere hanno approvato la legge e concesso il credito. La Commissione delle finanze del Consiglio nazionale ha incaricato l’Amministrazione di redigere un rapporto sull’attuazione dell’aiuto. La CdF-S ha discusso con la direttrice dell’Ufficio federale dell’ambiente, competente a livello federale, dello stato di attuazione dell’aiuto della Confederazione e della situazione generale dei lavori di ricostruzione a Blatten.
Presieduta dalla consigliera agli Stati Eva Herzog (PS, BS), la Commissione si è riunita a Berna il 22 e il 23 ottobre 2026. A parte della seduta erano presenti, il capo del DFF e del direttore del CDF.