L’opera, che sarà installata al 2° piano nel Palazzo del Parlamento, è anche il primo intervento definitivo di un’artista donna, Annaïck Pitteloud, 38 anni, che vive tra Berna e Bruxelles. Nella sua serie artistica Annaïck Lou Pitteloud evoca un momento cruciale della democrazia svizzera invitando al contempo le persone a guardare al di là dei confini del Paese.
Le cinque iscrizioni situate sotto le finestre del lungo corridoio rotondo traspongono la parola «consenso»: conciliazione, convenzione, compromesso, transazione, connivenza. Corredate di un descrittivo tecnico, sono tradotte nelle tre altre lingue nazionali e in inglese.
La varietà dei metalli utilizzati per i messaggi fanno riferimento al ruolo della Svizzera nel commercio e nella trasformazione delle materie prime. Il platino proviene degli Stati Uniti d’America, l’oro dell’Africa del Sud, l’argento dalla Cina, il rame dal Cile e il nichel dall’Australia. La scritta «Helvetica», creata nel 1957 da Max Miedinger, simboleggia la tipografia svizzera.
Il progetto «Consenso» è il vincitore di un concorso su invito lanciato dalla commissione d’arte del Parlamento, su mandato della Delegazione amministrativa, e apre il palazzo del Legislativo all’arte contemporanea.