In attesa di una riforma strutturale e duratura dell’AVS, la 13esima mensilità AVS dovrà essere finanziata con provvedimenti transitori. La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N) conferma la sua decisione di prevedere un finanziamento della 13esima mensilità AVS esclusivamente tramite un aumento dell’IVA e respinge la soluzione mista decisa dal Consiglio degli Stati. La Commissione propone di aumentare temporaneamente l’IVA di 0,5 punti percentuali sino alla fine del 2033 e di destinare all’AVS le entrate fiscali supplementari di Cantoni e Comuni generate dall’introduzione della 13esima mensilità AVS.

Nell’ambito dell’appianamento delle divergenze relative al finanziamento della 13esima mensilità AVS (24.073, disegni 2 e 3), la Commissione conferma, con 13 voti contro 12, la decisione di puntare su un aumento temporaneo dell’IVA come unica fonte di finanziamento. Ritiene infatti che le finanze dell’AVS debbano essere risanate nel quadro della prossima riforma di ampio respiro AVS2030. Secondo la Commissione, la soluzione mista del Consiglio degli Stati, che prevede al contempo un aumento dell’IVA e dei contributi salariali, peserebbe eccessivamente sulle imprese e sulla popolazione attiva.

Con l’obiettivo di concedere più tempo per l’elaborazione della prossima riforma di ampio respiro, la Commissione propone tuttavia di prorogare il finanziamento tramite l’IVA sino alla fine del 2033. Nella prima deliberazione, il Consiglio nazionale aveva fissato tale scadenza a fine 2030. Per contenere l’onere supplementare per le economie domestiche e alla luce dei buoni risultati del fondo di compensazione AVS negli ultimi due esercizi, la Commissione ritiene che sarebbe sufficiente un aumento più contenuto dell’IVA. Con 14 voti contro 11 propone pertanto di aumentare l’IVA di 0,5, anziché 0,7 punti percentuali e di rinunciare a un aumento dell’aliquota ridotta (attualmente fissata al 2,6 %) applicata ai beni e servizi di prima necessità, quali le derrate alimentari.

Al fine di garantire le riserve del fondo di compensazione AVS a lungo termine, il Consiglio degli Stati aveva deciso di introdurre un meccanismo di intervento. La Commissione propone, con 17 voti contro 3 e 5 astensioni, di mantenere la versione del Consiglio nazionale e di stralciare questa misura.

Con 13 voti contro 12, la Commissione propone di rinunciare completamente alla seconda fase di aumento dell’IVA prevista per il finanziamento dell’eventuale soppressione o dell’eventuale aumento della limitazione delle rendite per i coniugi. Durante la sessione primaverile, il Consiglio degli Stati aveva trasferito la disposizione corrispondente in un progetto distinto, con l’intenzione di trattarla nell’ambito della riforma delle rendite per superstiti (24.078).

Il versamento della 13esima mensilità AVS comporta costi importanti per la Confederazione. Parallelamente, l’aumento del reddito imponibile dei beneficiari genera entrate fiscali supplementari per i Cantoni e i Comuni, senza che questi debbano partecipare al finanziamento della 13esima mensilità. Per rimediare a questo squilibrio la Commissione ha presentato, con 13 voti contro 12, la mozione di commissione «13esima mensilità AVS: destinare le entrate fiscali supplementari dei Cantoni e dei Comuni all’AVS» (26.3518). Una minoranza della Commissione propone di respingere l’intervento.

Le due Camere si occuperanno dell’appianamento delle rimanenti divergenze nei disegni 2 e 3 durante la sessione estiva. Delle minoranze propongono di aderire ai differenti aspetti della soluzione adottata dal Consiglio degli Stati.

Cartella sanitaria elettronica: concentrarsi su sicurezza e protezione dei dati

In occasione della sua ultima seduta, la CSSS-N è entrata in materia sul disegno del Consiglio federale della legge federale sulla cartella sanitaria elettronica (25.082; cfr. comunicato stampa del 13 febbraio 2026). Concentrandosi sugli aspetti della sicurezza e della protezione dei dati nella nuova cartella sanitaria elettronica (CSE), la Commissione ha ora avviato la deliberazione di dettaglio sul disegno. Sottolinea come la fiducia della popolazione sia fondamentale per l’accettazione della CSE. Il messaggio del Consiglio federale indica che gli elevati standard di sicurezza della CSE saranno garantiti da numerose misure tecniche e organizzative e che tutti i dati registrati nel sistema d’informazione saranno conservati in Svizzera. Al fine di rafforzare ulteriormente la sicurezza della CSE, la Commissione ha incaricato l’Amministrazione di esaminare in dettaglio il principio della crittografia «end-to-end» e le sue ripercussioni sulla CSE. Indipendentemente dall’esatta configurazione della crittografia, occorre garantire che la confidenzialità e l’integrità dei dati siano assicurate durante l’intero flusso di dati, dal loro rilevamento fino all’accesso da parte degli specialisti autorizzati.

La Commissione è stata quindi informata sull’interazione tra i progetti CSE e Spazio svizzero dei dati sanitari (SwissHDS). Mentre la CSE si concentra sull’accesso dei cittadini ai loro dati sanitari personali e sulla relativa tracciabilità a lungo termine, il progetto SwissHDS ha l’obiettivo di consentire uno scambio di dati strutturato e automatizzato tra i fornitori di prestazioni (comunicazione «business-to-business», B2B). I due progetti si basano su standard e interfacce identici. Vengono sviluppati in parallelo e sono strettamente coordinati tra loro. Gli adeguamenti dei sistemi primari dei fornitori di prestazioni per il collegamento alla CSE potranno essere sfruttati in seguito anche per la comunicazione B2B nello SwissHDS.

Nella deliberazione di dettaglio la CSSS-N ha preso una serie di prime decisioni sulla base di queste informazioni. La Commissione approva nel complesso il disegno del Consiglio federale. Per contro, ha deciso all’unanimità che il Consiglio federale dovrà precisare nel diritto esecutivo quali dati debbano considerarsi rilevanti ai fini della cura e debbano quindi essere registrati nella CSE (art. 14 cpv. 4). La Commissione ha inoltre incaricato l’Amministrazione di esaminare come strutturare e coordinare meglio il passaggio dall’attuale cartella informatizzata del paziente alla nuova CSE al fine di garantire la certezza del diritto per gli investimenti già effettuati e gli sviluppi in corso. La Commissione proseguirà la deliberazione di dettaglio sul disegno in una prossima seduta.

Misure di accompagnamento supplementari ​nel controprogetto indiretto all’Iniziativa per l’inclusione

La Commissione ha trasmesso il suo corapporto sull’iniziativa per l’inclusione e il relativo controprogetto indiretto (26.029) alla competente Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N). La CSSS-N sostiene la presentazione di un controprogetto indiretto. Tuttavia, propone alla CSEC-N di integrare il controprogetto indiretto con le misure seguenti:

  • prevedere nella legge sull’inclusione che, dopo la sua entrata in vigore, Confederazione e Cantoni provvedano rapidamente affinché le persone con disabilità possano scegliere liberamente la propria forma abitativa e il luogo di residenza, definendo una strategia comune e relativi piani di azione. Si intende così accelerare l’attuazione della mozione 24.3003 della CSSS-N (16 voti contro 7);
  • garantire nell’assicurazione per l’invalidità (AI) che le persone con disabilità possano accedere ai mezzi ausiliari e alle prestazioni di sostegno, che consentono loro di curare i contatti sociali e integrarsi pienamente nella vita professionale (12 voti contro 11);
  • provvedere affinché in futuro il cosiddetto job coaching, secondo il comprovato modello «supported employment», sia sostenuto dall’AI a lungo termine ed esaminare un relativo diritto per le persone che non sono ancora annunciate all’AI (16 voti contro 8 e 1 astensione). Si intende in questo modo eliminare gli ostacoli esistenti nell’assunzione e nel mantenimento del posto di lavoro delle persone con disabilità.

La Commissione ha inoltre discusso animatamente la proposta di permettere l’assunzione di familiari quali assistenti nel quadro del contributo per l’assistenza, senza tuttavia integrarla nel corapporto.

La competente CSEC-N inizierà le deliberazioni la prossima settimana.

La Commissione rinuncia ad aumentare gli asse​gni familiari

La Commissione ha preso atto dei risultati della consultazione sul proprio progetto preliminare volto ad attuare l’iv. pa. Jost «Famiglie forti grazie ad assegni adeguati» (23.406). Il progetto preliminare, che prevede di aumentare gli importi minimi degli assegni a 250 franchi per l’assegno per i figli e a 300 franchi per l’assegno di formazione, ha suscitato diverse critiche. Alla luce di tali riscontri, la Commissione è ritornata sulla propria decisione di entrare in materia e propone, con 12 voti contro 12, 1 astensione e il voto decisivo della sua presidente, di togliere dal ruolo l’iniziativa parlamentare.

La maggioranza dei Cantoni, la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali e numerose altre organizzazioni respingono il progetto preliminare. Sottolineano che la soluzione adottata, basata sul cosiddetto «principio dell’annaffiatoio», comporta notevoli costi supplementari senza fornire un aiuto mirato alle famiglie bisognose. Rammentano inoltre che il regime degli assegni familiari si fonda sul modello del federalismo: un aumento degli importi minimi ridurrebbe inutilmente il margine di manovra dei Cantoni e la loro capacità di adattare la politica familiare alle esigenze regionali. Alcuni partecipanti alla consultazione hanno rilevato che sarebbe opportuno attendere l’attuazione del nuovo assegno di custodia prima di decidere qualsiasi altra modifica agli assegni familiari.

Una minoranza della Commissione ritiene che il rincaro e l’incremento sia delle pigioni sia dei premi dell’assicurazione malattie abbiano causato un’importante riduzione del potere d’acquisto delle famiglie. Un aumento degli assegni familiari permetterebbe di compensare in parte questa tendenza. Pertanto, propone di non togliere dal ruolo l’iniziativa. Il Consiglio nazionale deciderà in merito allo stralcio dal ruolo in estate.

Casse malati: la Commissione vuole li​mitare le remunerazioni dei dirigenti

Dopo aver preso atto dei risultati della consultazione, la Commissione ha adottato all’attenzione del Consiglio nazionale, con 15 voti contro 9, il suo progetto di attuazione dell’iv. pa. Hurni «No a remunerazioni eccessive dei dirigenti delle casse malati sulle spalle degli assicurati» (21.453).

Non è stata apportata alcuna modifica materiale rispetto alla versione posta in consultazione. Il progetto della Commissione prevede che il Consiglio federale fissi un importo massimo per le remunerazioni dei membri degli organi direttivi degli assicuratori attivi nell’ambito della LAMal. I limiti massimi dovranno basarsi sulle remunerazioni più elevate versate in seno all’Amministrazione federale, tenendo conto dell’effettivo di assicurati e dei costi globali medi per assicurato. La limitazione delle remunerazioni non riguarderà le assicurazioni complementari.

Una minoranza della Commissione propone di non entrare in materia poiché il progetto non avrebbe alcun potenziale di risparmio significativo.

Il Consiglio federale è ora invitato a esprimersi al riguardo. Successivamente il progetto sarà pronto per essere trattato dal Consiglio nazionale.

Altri ogg​etti

Con 13 voti contro 8 e 4 astensioni la Commissione ha dato seguito all’iv. pa. Rechsteiner Thomas«Legge sul libero passaggio. Sgravio amministrativo»(25.431). L’iniziativa chiede di disciplinare in modo più semplice e chiaro i pagamenti delle prestazioni d’uscita di importo modesto nella previdenza professionale. Una disposizione analoga era già stata proposta nella riforma LPP respinta dal Popolo nel 2024. In una prossima fase si esprimerà in merito la Commissione omologa del Consiglio degli Stati.

La Commissione è stata informata sullo stato di attuazione delle raccomandazioni adottate dal Consiglio federale nel suo rapporto dell’ottobre 2025 sulle prestazioni di cure dei familiari curanti nel quadro dell’assicurazione obbligatoria medico-sanitaria. La Commissione ritiene che permanga l’esigenza di prevedere prescrizioni vincolanti volte ad arginare i modelli d’affari abusivi e a chiarire le condizioni quadro per queste prestazioni di cura. Propone quindi di accogliere le due mozioni della CSSS-S dedicate a questo tema (Mo. 26.3012 e punto 1 della Mo. 26.3013 all’unanimità; punto 2 della Mo. 26.3013 con 21 voti contro 1 e 3 astensioni). La Commissione ritiene che la base di dati sia centrale per il proseguimento dei lavori e per un controllo efficace delle fatture. Per questo motivo ha presentato con 18 voti contro 5 e 2 astensioni la mozione di commissione «Indicazione separata delle prestazioni di cure dei familiari curanti nelle fatture» (26.3519).

Con 22 voti contro 1, la Commissione propone di accogliere la mo. CSSS-S«Introdurre una statistica nazionale degli incidenti nei laboratori biologici» (25.4397) in una versione modificata. Nella versione iniziale della mozione è previsto un sistema di notifica per tutti i laboratori. Con 15 voti contro 9 la Commissione ha deciso di limitare il campo di applicazione ai laboratori rilevanti per la biosicurezza dei livelli di sicurezza 3 e 4. Teme altrimenti un aumento dell’onere burocratico a fronte di benefici limitati.

Presieduta dalla consigliera nazionale Regine Sauter (PLR, ZH), la Commissione si è riunita a Berna il 16 e il 17 aprile 2026. A parte della seduta era presente la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider.