In futuro lo scambio di dati tra i cittadini e i servizi coinvolti nel settore sanitario e in quello delle assicurazioni sociali dovrà avvenire prevalentemente in formato digitale. La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N) propone di adottare la legge federale sui sistemi d’informazione delle assicurazioni sociali. Ha inoltre avviato le deliberazioni relative alla cartella sanitaria elettronica ed è entrata in materia sul nuovo disegno di legge.

Con 16 voti contro 8, la Commissione ha deciso di entrare in materia sul disegno del Consiglio federale di una nuova legge federale sulla cartella sanitaria elettronica (LCSE; 25.082). La CSSS-N sottolinea la necessità di intervenire nell’ambito della digitalizzazione del settore sanitario e accoglie con favore il nuovo orientamento della cartella sanitaria elettronica (CSE) dopo gli sviluppi deludenti della cartella informatizzata del paziente (CIP). Secondo la Commissione, le sfide principali relative all’utilizzo e ai vantaggi, alla diffusione e alla sicurezza della CSE sono state individuate e la nuova legge ne tiene adeguatamente conto. La nuova CSE prevede un’infrastruttura tecnica centralizzata, un modello opt-out basato sulla possibilità di opporsi all’apertura automatica di una CSE e una ripartizione dei compiti e delle competenze tra Confederazione e Cantoni. La CSE intende migliorare la qualità delle cure, accrescere la sicurezza dei pazienti nell’ambito dell’autodeterminazione informativa, ridurre i doppioni e contribuire a contenere i costi nel settore sanitario. Una minoranza della Commissione propone di non entrare in materia sul disegno di legge. Pur condividendo l’obiettivo del progetto, critica in particolare l’infrastruttura centralizzata, che implica un altro grande progetto informatico rischioso a livello federale, e il modello opt-out previsto. All’inizio delle deliberazioni la Commissione ha condotto ampie audizioni con rappresentanti dei Cantoni, di vari fornitori di prestazioni e di organizzazioni attive nel settore sanitario e in quello della digitalizzazione. In vista della deliberazione di dettaglio, la Commissione ha incaricato l’Amministrazione di procedere a chiarimenti approfonditi riguardanti, tra l’altro, il coordinamento dei progetti di digitalizzazione in corso nel settore sanitario e il finanziamento. La deliberazione di dettaglio inizierà nel prossimo trimestre.

Istituire le basi per la trasformazione digitale nel primo pilastro

Con 17 voti contro 7, la Commissione ha adottato nella votazione sul complesso il progetto relativo a una nuova legge federale sui sistemi d’informazione delle assicurazioni sociali (LSIAS, 25.075). Nella deliberazione di dettaglio ha inserito una serie di disposizioni nella nuova legge per meglio gestire e amministrare la trasformazione digitale del primo pilastro. Anzitutto l’Ufficio centrale di compensazione (UCC) dovrà coinvolgere, a livello strategico, tecnico e operativo, gli organi esecutivi nello sviluppo e nella gestione della nuova piattaforma per il 1° pilastro e gli assegni familiari (proposta adottata all’unanimità). Questi attori dovranno inoltre costituire, congiuntamente all’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), un organo direttivo strategico, incaricato di definire le priorità, le modalità di attuazione e gli standard per i sistemi informatici a livello nazionale (proposta adottata con 17 voti contro 8). L’UFAS sarà poi chiamato a emanare norme tecniche relative all’interoperabilità. Disposizioni vincolanti sulla rendicontazione in materia di costi amministrativi e informatici degli organi esecutivi e dell’UCC consentiranno inoltre di accrescere la trasparenza (proposta adottata con 17 voti contro 8). Con queste nuove disposizioni e l’istituzione di un organo direttivo strategico, la Commissione ha dato seguito a una serie di raccomandazioni formulate dal Controllo federale delle finanze (CDF) nell’ambito di un rapporto di verifica pubblicato in gennaio. In merito a tale rapporto la CSSS-N aveva sentito una delegazione del CDF nella prima fase delle deliberazioni. La Commissione propone inoltre che ogni persona che si registra sulla piattaforma del 1° pilastro ottenga automaticamente ogni anno un estratto dei contributi AVS versati (proposta adottata con 17 voti contro 8). In tal modo sarà possibile segnalare agli assicurati eventuali lacune contributive.

La Commissione vuole altresì ampliare le disposizioni sulla comunicazione elettronica nelle assicurazioni sociali: le piattaforme elettroniche che, oltre che nell’ambito del 1° pilastro, dovranno essere offerte nell’ambito delle assicurazioni disoccupazione, malattie, infortuni e militare, dovranno essere accessibili mediante interfacce anche a sistemi informativi. Tutti i dati dovranno inoltre essere protetti da accessi non autorizzati fino alla notificazione (proposta adottata all’unanimità). Mediante questo tipo di piattaforma non dovrà essere possibile notificare decisioni soltanto nei confronti delle persone assicurate, ma anche di altre parti interessate, ad esempio i datori di lavoro (proposta adottata all’unanimità). In vista delle deliberazioni nella seconda Camera, la Commissione ha incaricato l’Amministrazione di esaminare in che misura sia possibile prevedere un obbligo di comunicazione elettronica anche per i datori di lavoro e le assicurazioni private.

Il progetto è ora pronto per la trattazione in Consiglio nazionale. Per i dibattiti vi sono complessivamente sei proposte di minoranza. Una di queste chiede di non entrare in materia sul disegno e di rinviarlo al Consiglio federale poiché ritiene che non tenga sufficientemente conto degli interessi dei Cantoni e degli organi esecutivi.

Iniziativa sulle cure infermieristiche: la seconda tappa dell’attuazione è pronta per il Consiglio nazionale

Con 18 voti contro 6 e 1 astensione, la Commissione ha adottato nella votazione sul complesso la nuova legge federale sulle condizioni di lavoro nel settore delle cure infermieristiche (LCInf, 25.054, disegno 1). Dopo un esame approfondito in sei sedute, la Commissione sottopone quindi alla Camera le sue proposte relative alla seconda tappa dell’attuazione dell’iniziativa sulle cure infermieristiche.

La Commissione propone all’unanimità di mantenere espressamente nel campo d’applicazione della LCInf i familiari curanti impiegati da un’organizzazione di cure e d’aiuto a domicilio. Precisa tuttavia che il Consiglio federale deve escludere i familiari curanti dall’applicazione delle nuove norme nella misura in cui queste non siano necessarie per migliorare la loro protezione e le loro condizioni di lavoro o deve assoggettarle a disposizioni speciali nella misura in cui la loro situazione particolare lo richieda. 

Con 14 voti contro 11, la Commissione propone di non conferire alle associazioni dei lavoratori il diritto d’azione, ossia la possibilità, qualora constatino una violazione della LCInf, di procedere in giudizio a proprio nome (art. 20). Ritiene che il personale sia sufficientemente protetto dalle vie legali usuali.

Si oppone anche al fatto che la LCInf contenga disposizioni relative alla costituzione di commissioni cantonali nel settore delle cure infermieristiche adducendo che i Cantoni dispongono già di tale facoltà e che diversi di essi hanno già provveduto a dotarsi di questi strumenti. La Commissione ritiene inopportuno prevedere disposizioni specifiche e vincolanti al riguardo nel diritto federale. Con 13 voti contro 11 e 1 astensione e con 13 voti contro 9 e 3 astensioni propone pertanto, rispettivamente, di stralciare gli articoli 23 e 24.

Al termine dell’esame la Commissione ha deciso di riconsiderare alcune delle decisioni prese nelle ultime sedute. Per quanto concerne la durata minima e la retribuzione delle pause (art. 11) propone ora, con 13 voti contro 12, di precisare che le pause devono sempre essere considerate come tempo di lavoro retribuito, anche quando i lavoratori possono lasciare il posto di lavoro.

La Commissione è ritornata anche sulla sua decisione concernente la modifica della legge federale sulle professioni sanitarie (disegno 2). Mantiene la sua posizione secondo cui occorre allentare la passerella fra i diplomi delle scuole specializzate superiori e quelli delle scuole universitarie professionali. Con 13 voti contro 8 e 2 astensioni, ha tuttavia corretto la formulazione della sua proposta di modifica della legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero (LPSU): la legge dovrà sancire il principio di un bachelor abbreviato in cure infermieristiche, ma la competenza decisionale relativa alle principali modalità di accesso sarà lasciata al Consiglio delle scuole universitarie. La Commissione rinuncia pertanto a indicare nella legge il numero di crediti ECTS che devono essere riconosciuti nel quadro della passerella.

I due disegni, in relazione ai quali sono state depositate numerose proposte di minoranza, sono pronti per la trattazione in Consiglio nazionale.

La revisione parziale della legge sugli agenti terapeutici è pronta per la sessione primaverile

Nella votazione sul complesso, con 17 voti contro 8 la CSSS-N ha approvato il progetto di revisione 3a della legge sugli agenti terapeutici (25.074). La Commissione aveva discusso gran parte delle modifiche proposte nel corso della sua ultima seduta (si veda il comunicato stampa del 9 gennaio 2026). La CSSS-N ha precisato la proposta formulata in occasione della sua ultima seduta, che prevede ora l’uso dell’espressione generica «sistemi elettronici per il calcolo del dosaggio dei medicamenti» non solo nella rubrica dell’articolo 26b, ma in tutta la disposizione, in modo da permettere un’applicazione più ampia di tale articolo. Tuttavia, ciò non dovrebbe mettere in discussione l’obbligo di utilizzare tali sistemi elettronici in pediatria. Inoltre, con 17 voti contro 8, la Commissione propone di precisare la disposizione relativa all’omologazione temporanea di medicamenti. Per verificare se la condizione della disponibilità di un medicamento alternativo equivalente omologato è soddisfatta, in futuro dovrà essere determinante il momento della presentazione della domanda di omologazione (art. 9a cpv. 1 lett. c). Ciò consentirà di allineare la regolamentazione della Svizzera a quella di Paesi comparabili e di aumentare la certezza della pianificazione e del diritto. Il progetto può quindi essere trattato in Consiglio nazionale durante la sessione primaverile.

Ulteriori oggetti

La Commissione ha accolto con 17 voti contro 7 il progetto di atto legislativo in attuazione dell’Iv. Pa. CSSS-N «Proroga limitata nel tempo per le eccezioni all’obbligo di aver lavorato per tre anni in un centro svizzero di perfezionamento riconosciuto come previsto dall’articolo 37 capoverso 1 LAMal» (25.465). Tenuto conto della situazione in materia di approvvigionamento tuttora difficile in determinate regioni e in determinati ambiti specialistici, la Commissione ritiene giustificata una proroga della normativa derogatoria. La Commissione si è espressa, con 12 voti contro 12 e il voto decisivo della presidente, contro l’estensione della normativa al titolo di perfezionamento «psichiatria e psicoterapia», allineandosi in tal modo alla raccomandazione della CSSS-S. Una minoranza della Commissione propone di non entrare in materia sul progetto, mentre un’altra sostiene l’estensione alla psichiatria e psicoterapia per adulti. Il Consiglio federale ha ora la possibilità di esprimersi sul progetto, che sarà presumibilmente trattato in Consiglio nazionale nella sessione estiva.

Con 23 voti contro 2 la Commissione ha depositato la Mo. CSSS-N «Valutazione dell’incapacità al guadagno sulla base delle possibilità di guadagno reali» (26.3018). Nell’ambito della prossima revisione AI, dovranno essere trovati, e sanciti nella legge, nuovi approcci innovativi per una valutazione realistica delle possibilità di guadagno delle persone con problemi di salute. L’attuale normativa si fonda sul «mercato del lavoro equilibrato» e non tiene conto delle reali opportunità di trovare un posto di lavoro accettabile e adeguato. Con questa mozione, la Commissione riprende la richiesta di fondo dell’iIv. pa. Kamerzin «Prendere in considerazione le possibilità d’impiego reali delle persone con problemi di salute» (23.448), che propone di togliere dal ruolo con 15 voti contro 8 e 2 astensioni.

Con 13 voti contro 11 e 1 astensione, la Commissione propone di adottare i punti 1 e 2 della Mo. Wasserfallen Flavia «Gravidanza e lavoro. Colmare le lacune e proteggere la maternità per tutte le dipendenti» (24.3653). Facendo in modo che durante la gravidanza non sia possibile esaurire il diritto alle indennità dell’assicurazione contro la disoccupazione (AD) e aumentando il numero di indennità giornaliere AD per le donne incinte disoccupate, la Commissione vuole provvedere affinché le donne incinte rimangano nel mercato del lavoro a medio termine.

La Commissione si è confrontata con i responsabili della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) riguardo ai problemi tecnici durante l’introduzione del nuovo sistema di pagamento delle casse di disoccupazione. La SECO ha spiegato che i problemi gravi sono stati risolti e che nel frattempo sono stati elaborati ausili per un disbrigo più rapido dei dossier. La Commissione concorda con la valutazione della SECO circa l’urgenza di rendere il sistema più rapido affinché le persone interessate ricevano di nuovo i pagamenti nei tempi consueti e gli impiegati delle casse di disoccupazione siano sgravati da questo accumulo di lavoro.

Presieduta dalla consigliera nazionale Regine Sauter (PLR, ZH), la Commissione si è riunita a Berna il 12 e il 13 febbraio 2026. A parte della seduta era presente la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider.