Una mozione, un postulato o un’iniziativa parlamentare devono poter essere presentati congiuntamente da più consiglieri nazionali. È quanto ha deciso la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale che, nella seduta del 27 giugno 2024, ha adottato un progetto di revisione della legge sul Parlamento (LParl) e del regolamento del Consiglio nazionale (RCN) (22.406). L’obiettivo è evidenziare e rendere trasparente il sostegno interpartitico di cui gode un certo intervento o iniziativa parlamentare. La Commissione propone anche altre modifiche riguardanti gli interventi, in particolare il divieto di presentare interventi durante le sessioni speciali.

Attualmente, una mozione, un postulato o un’iniziativa parlamentare possono essere presentati da una commissione, da un gruppo parlamentare o da un parlamentare, ma non da più parlamentari congiuntamente. Dando seguito all’iniziativa parlamentare 22.406, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) ha riconosciuto la necessità di offrire questa possibilità, già prevista del resto da alcuni Cantoni. Ottenuta l’approvazione dell’omologa Commissione del Consiglio degli Stati, la CIP-N ha elaborato un progetto, i cui punti salienti sono illustrati qui di seguito.

Le nuove regole, riguardanti le mozioni, i postulati e le iniziative parlamentari, si applicano soltanto al Consiglio nazionale. I diritti spettanti all’autore di un intervento o di un’iniziativa parlamentare sono di norma attribuiti al primo coautore, eccezion fatta per il diritto di difendere il testo davanti al plenum: in questo caso, il tempo di parola complessivo spetta all’insieme dei coautori, i quali sono liberi di suddividerlo, ad esempio attribuendolo a due di loro. Una minoranza della Commissione auspica invece che, in linea di principio, tutti i diritti spettanti all’autore siano attribuiti all’insieme dei coautori.

La CIP-N ha introdotto nel progetto anche alcune precisazioni riguardanti la trattazione degli interventi parlamentari. Le nuove norme prevedono innanzitutto che gli interventi siano rivolti direttamente all’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT) allorquando si riferiscano alla sua gestione (art. 118 cpv. 4ter LParl). Per contribuire, inoltre, a smaltire la grande quantità di interventi pendenti al Consiglio nazionale, nella seduta del 26 aprile 2024 la CIP-N ha deciso di vietare la presentazione di nuovi interventi durante le sessioni speciali (art. 25 cpv. 1 RCN): lo scopo di tali sessioni è infatti di smaltire l’arretrato e non di aumentarlo ulteriormente. Una minoranza è contraria al divieto; ritiene inopportuna questa limitazione dei diritti parlamentari, tanto più che il suo unico effetto sarebbe quello di rimandare la presentazione di interventi alla sessione ordinaria successiva.

Il progetto di revisione della legge sul Parlamento e del regolamento del Consiglio nazionale non è stato sottoposto a consultazione esterna, poiché concerne unicamente la procedura parlamentare.

Il 27 giugno 2024, la CIP-N ha approvato il progetto nella votazione sul complesso con 19 voti contro 4 e lo ha trasmesso al Consiglio federale per parere. Una minoranza propone di non entrare in materia poiché ritiene che il progetto sia superfluo e presenti un rapporto costi-benefici sfavorevole. Il Consiglio nazionale lo esaminerà verosimilmente nel corso della sessione invernale 2024.

Il progetto e il rapporto sono consultabili all’indirizzo seguente: [lien]

Presieduta dalla consigliera nazionale Greta Gysin (G, TI), la Commissione si è riunita a Berna il 27 e 28 giugno 2024.