Con 15 voti contro 8 e un’astensione, la Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) ha approvato la revisione della legge sulla protezione dell’ambiente (22.085). Il progetto di legge riguarda principalmente le costruzioni nelle zone esposte al rumore e il risanamento dei siti contaminati. Per la Commissione è necessario conciliare gli interessi per quanto riguarda lo sviluppo centripeto degli insediamenti e la protezione contro il rumore. I criteri stabiliti nella legislazione in materia di inquinamento fonico concernenti il rilascio dei permessi di costruzione devono essere definiti in modo chiaro a beneficio della certezza del diritto e della sicurezza della pianificazione (art. 22). Dopo che il Consiglio degli Stati ha deciso di introdurre ampi allentamenti, la Commissione propone con 16 voti contro 9 una formulazione modificata: le agevolazioni dovrebbero essere possibili se viene installato un sistema di aerazione controllata o se è disponibile uno spazio esterno tranquillo e utilizzabile privatamente. Tuttavia, la Commissione richiede che in entrambi i casi ogni abitazione disponga almeno di un locale sensibile al rumore con una finestra in corrispondenza della quale i valori limite di immissione sono rispettati. In tutti gli altri casi i valori limite devono essere rispettati in almeno una finestra nella metà dei locali sensibili al rumore. La Commissione è convinta che in questo modo si raggiunga un equilibrio tra densificazione interna e protezione dal rumore.
La minoranza propone di iscrivere nella legge la cosiddetta prassi della finestra di aerazione: i valori limite di immissione dovrebbero essere rispettati in corrispondenza di una finestra per ogni locale sensibile al rumore. A determinate condizioni, sarebbe possibile una riduzione a metà dei locali. Dal punto di vista della minoranza, questo è l’unico modo per garantire un’adeguata protezione dal rumore. Altre minoranze chiedono meno deroghe ai requisiti per i permessi di costruzione o vorrebbero ridurre ulteriormente il rumore alla fonte.
No all’adozione di specifici valori limite per le zone esposte al rumore degli aeromobili
Per quanto riguarda il rumore degli aeromobili, con 13 voti contro 12 la Commissione si esprime, analogamente a quanto deciso dal Consiglio degli Stati, a favore del mantenimento delle prescrizioni vigenti. La minoranza chiede invece l’adozione di un valore limite specifico per fare in modo che, nonostante il rumore causato dagli aeromobili, sia consentito uno sviluppo centripeto degli insediamenti. Un'altra minoranza propone di inasprire le condizioni per la concessione di deroghe quando si costruisce in aree colpite dal rumore degli aeromobili.
Per quanto riguarda la delimitazione delle zone edificabili e le modifiche dei piani di utilizzazione (art. 24), la Commissione concorda con il Consiglio federale. Limita il termine «infrastrutture per i trasporti» soltanto alle strade, a favore degli aeroporti. Una minoranza chiede che ai Comuni vengano attribuite maggiori competenze per adottare misure d’esercizio atte a ridurre il rumore.
Per quanto riguarda la riduzione della velocità sulle strade, con 11 voti contro 8 e 2 astensioni la Commissione ha deciso di attenersi alle prescrizioni vigenti. Una minoranza propone di inasprire i requisiti per la limitazione delle velocità massime.
Risanare i parchi giochi inquinati
Nel corso di un’audizione, la Commissione è stata informata in merito alla questione riguardante l’inquinamento del suolo delle aree di gioco riservate ai bambini. A suo avviso, è importante che i suoli su cui giocano i bambini siano privi di sostanze nocive alla salute, come il piombo. Per quanto riguarda i parchi giochi pubblici, la Commissione concorda con il Consiglio federale nel ritenere che debba essere introdotto un obbligo di risanare i siti inquinati. Per il risanamento di parchi giochi privati la Commissione si allinea, con 18 voti contro 5, all’Esecutivo nel proporre che sia previsto un sostegno finanziario. La proposta era invece stata respinta dal Consiglio degli Stati.
Abrogare la tassa d’incentivazione sui COV
Con 13 voti contro 11, la Commissione ha deciso di abrogare la base giuridica che permette la riscossione della tassa d’incentivazione sui composti organici volatili (art. 35a e 35c). Dall'introduzione della tassa, le emissioni si sono dimezzate e l’onere amministrativo – sostiene la maggioranza della Commissione – non è ormai più giustificato. La minoranza si oppone all’abrogazione proposta, sostenendo che la protezione dell'ambiente è prioritaria e che la tassa d’incentivazione è sempre efficace.
Presieduta dal consigliere nazionale Christian Imark (V, SO), la Commissione si è riunita a Berna il 19 e il 20 febbraio 2024. A parte della seduta era presente il consigliere federale Albert Rösti.