Con 9 voti contro 1 e 3 astensioni la CET-S entra in materia sul disegno del Consiglio federale (26.026) e intende prorogare l’aliquota speciale dell’IVA per le prestazioni nel settore alberghiero del 3,8 per cento fino alla fine del 2035. Il disegno è stato accolto nella votazione sul complesso con 9 voti contro 2 e 2 astensioni.

Pur riconoscendo che il settore alberghiero non si trova più in una situazione di crisi comparabile a quella in cui versava quando è stata introdotta l’aliquota speciale, la Commissione ritiene necessario proseguire con le misure di sostegno adottate finora. Nella deliberazione di dettaglio ha discusso sulle diverse possibilità di adeguare tale aliquota ed è giunta alla conclusione che mantenerla invariata sia la soluzione migliore per sostenere il settore alberghiero in un periodo caratterizzato dal franco forte e dalla carenza di manodopera, e per rimanere competitivi a livello internazionale.

Con 7 voti contro 5 e 1 astensione è stata respinta una proposta di aumentare l’aliquota speciale al 5 per cento, così come è stata respinta, con 11 voti contro 1 e 1 astensione, una proposta di ridurre l’aliquota normale all’8 per cento (e al contempo abolire l’aliquota speciale), di cui avrebbero beneficiato in generale tutti, non solo il settore alberghiero.

Ancora pendente la decisione sulla copertura con fondi propri per partecipazioni estere in banche di rilevanza sistemica

Dopo le audizioni condotte nel mese di maggio (cfr. comunicato stampa del 4 maggio 2026), la Commissione ha iniziato la deliberazione sul progetto concernente la copertura con fondi propri per partecipazioni estere nella casa madre di banche di rilevanza sistemica (26.027). Per la Commissione non vi sono dubbi che dopo il fallimento di Credit Suisse sia necessario agire e rafforzare la copertura con fondi propri per le partecipazioni estere in banche di rilevanza sistemica. Forte di questa convinzione ha deciso all’unanimità di entrare in materia sul disegno del Consiglio federale. Non ha invece ancora deciso in che modo questo rafforzamento dovrà avvenire. Dalle discussioni finora svolte è emerso chiaramente che per la Commissione è importante trovare un equilibrio tra il legittimo bisogno di sicurezza della popolazione e l’altrettanto legittima competitività della piazza finanziaria. Oltre alla proposta del Consiglio federale, sulla quale la Commissione non ha ancora deciso, sul tavolo vi sono diverse proposte: dedurre integralmente le partecipazioni estere non soltanto con i fondi propri di base di qualità primaria (CET1) ma anche con i fondi propri di base supplementari (AT1) e, mediante un adeguamento della struttura qualitativa degli strumenti AT1, garantire nel contempo che questi possano fornire tempestivamente un contributo significativo alla stabilizzazione della banca. La formulazione esatta sarà oggetto di ulteriori deliberazioni. La Commissione attende un rapporto dell’autorità competente in collaborazione con l’Ufficio federale di giustizia in merito alle proposte di formulazione finora presentate. Le deliberazioni in merito continueranno il 31 agosto, data in cui sarà esaminato anche il messaggio concernente la modifica della legge sulle banche (Public Liquidity Backstop) (23.062). È ancora previsto di sottoporre entrambi gli oggetti al Consiglio degli Stati durante la sessione autunnale.

No a un ulteriore rinvio dei contributi per la biodiversità regionale e la qualità del paesaggio

Nella sessione primaverile 2025 il Consiglio degli Stati ha trasmesso la mozione 24.4348 («Contributo per la biodiversità regionale e la qualità del paesaggio» armonizzato soltanto con l’attuazione della PA 2030) alla Commissione per esame preliminare, incaricandola al contempo di sentire i Cantoni in merito. La Commissione ha adempiuto tale incarico sentendo delegazioni della Conferenza dei direttori cantonali dell’agricoltura (CDCA) e della Conferenza dei delegati della protezione della natura e del paesaggio (CDPNP). I lavori preliminari sull’accorpamento dei progetti di interconnessione e per la qualità del paesaggio (CBRQP) ai progetti per la biodiversità regionale e la qualità del paesaggio (BRQP) sono pressoché ultimati. Date queste premesse, la Commissione desidera mantenere la rotta intrapresa e lo scadenzario comunicato al fine di garantire la sicurezza pianificatoria per tutti gli interessati. Con 11 voti contro 0 e 2 astensioni propone pertanto al suo Consiglio di respingere la mozione e ribadisce al contempo che nell’ambito dei lavori sulla PA30+ i nuovi contributi non dovranno essere cambiati nuovamente.

Settore cereali panificabili, farina e prodotti da forno: misure contro la crescente pressione all’importazione

Sulla base dei chiarimenti che aveva commissionato all’Amministrazione (cfr. comunicato stampa del 24 marzo 2026) la CET-S si è nuovamente occupata delle due mozioni tematicamente affini, la mozione Riem 24.3127 (Abolizione del trattamento tariffario preferenziale per le importazioni di prodotti semilavorati o finiti elencati al capitolo 19 della tariffa doganale) e la mozione Badertscher 24.3385 (Rafforzare la produzione svizzera di cereali panificabili).

La Commissione è unanime sul fatto che in un’ottica di autoapprovvigionamento sufficiente la perdita di quote di mercato nel settore cereali panificabili, farina e prodotti da forno a favore dell’estero necessiti di una reazione politica. Respinge però all’unanimità l’aumento dei dazi per i cereali panificabili chiesto dalla mozione Badertscher 24.3385, poiché questo comporterebbe un aumento dei prezzi interni dei cereali panificabili e renderebbe i prodotti svizzeri ancora più cari rispetto ai prodotti da forno importati. Con 8 voti contro 3 e 2 astensioni la Commissione propone di respingere anche la mozione Riem 24.3127. Una sua attuazione renderebbe necessario rinegoziare l’Accordo di libero scambio del 1972 tra la Svizzera e l’UE, ciò che dal suo punto di vista non è nell’interesse della Svizzera. Una minoranza propone di accogliere la mozione.

Per contrastare il tendenziale aumento delle quantità di cereali panificabili e di prodotti da forno importate, la Commissione ha invece adottato due mozioni. La mozione 26.4060, adottata con 7 voti contro 4 e 2 astensioni chiede – solo per il settore dei cereali panificabili – l’introduzione di vendite all’asta dei contingenti doganali oppure un’ottimizzazione del principio progressivo alla frontiera attualmente applicato. Una minoranza della Commissione la respinge. Anche la mozione 26.4061 (adottata con 5 voti contro 5, 3 astensioni e il voto decisivo del presidente) mira a ottimizzare la procedura progressiva alla frontiera. Chiede però anche che si valuti se per gli impasti e i prodotti da forno esiste un ulteriore margine di manovra a livello di obblighi di contribuire al fondo di garanzia e di collegamento a una prestazione nazionale.

Nuovo tentativo di semplificazione dell’imposta preventiva

Con 11 voti contro 2 la Commissione ha dato il proprio consenso all’iniziativa della CET-N che chiede di sgravare l’economia svizzera dalle ripercussioni dannose dell’imposta preventiva (25.480). L’obiettivo è di permettere alle imprese svizzere di finanziarsi più facilmente con prestiti svizzeri senza essere obbligate a raccogliere fondi su borse estere. Inoltre, il rimborso dell’imposta preventiva dovrà essere trattato in modo decisamente più rapido. Ora che la CET-S ha dato il proprio consenso la CET-N viene incaricata di sottoporre al suo Consiglio entro due anni un progetto di attuazione della propria iniziativa.

Presieduta dal consigliere Stati Erich Ettlin (M-E, OW), la Commissione si è riunita a Berna il 10 e l'11 agosto 2026. A parte della seduta erano presenti il Presidente della Confederazione Guy Parmelin e la Consigliera federale Karin Keller-Sutter.