La Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale (CSEC-N) ha concluso l’esame dell’iniziativa popolare «Per l’uguaglianza delle persone con disabilità (Iniziativa per l’inclusione)» e del relativo controprogetto (26.029). Raccomanda di respingere l’iniziativa con 16 voti contro 8 e 0 astensioni. La Commissione ha invece approvato il controprogetto nella votazione sul complesso con 14 voti contro 9 e 1 astensione. Vi sono oltre 30 minoranze.

La Commissione ha concluso la deliberazione di dettaglio del controprogetto, iniziata nella primavera del 2026 (v. comunicati stampa del 24 aprile e del 22 maggio 2026). Ha ampliato il controprogetto presentato dal Consiglio federale, in particolare nei settori del lavoro e dell’assistenza, del tempo libero e dell’alloggio nonché dell’istruzione.

La maggioranza della Commissione è favorevole a facilitare l’accesso al mercato del lavoro generale alle persone con disabilità, rafforzando così la loro indipendenza economica. Ha approvato una proposta in tal senso con 16 voti contro 8. Inoltre prevede la promozione mirata delle opportunità di formazione per i giovani con disabilità (17 voti contro 8) e il potenziamento di strumenti come il job coaching (17 voti contro 8).

Oltre a definire i principi per l’ulteriore sviluppo dei contributi di assistenza (13 voti contro 11 e 1 astensione), la maggioranza della Commissione intende aumentare a 90 ore al mese il numero di ore di assistenza per le persone con necessità di sostegno nel mercato del lavoro primario (14 contro 9).

Con 14 voti a 11 la Commissione ha approvato una proposta volta a migliorare l’accesso alle attività sportive e culturali per le persone con disabilità. Inoltre, al fine di migliorare la partecipazione sociale di queste ultime, la maggioranza commissionale propone di potenziare i servizi di assistenza forniti da terzi (12 voti contro 10 e 2 astensioni).

Ulteriori modifiche riguardano il settore dell’alloggio: la Commissione intende infatti migliorare la libertà di scelta (14 voti contro 10) e promuovere l’accessibilità degli edifici plurifamiliari (13 voti contro 10). Un’altra mozione riguarda invece le commissioni extraparlamentari, per la cui composizione in futuro dovranno essere prese in considerazione anche le persone con disabilità (13 voti contro 11).

La CSEC-N approva all’unanimità la legge sulle operazioni spaziali

Dopo aver deciso lo scorso maggio di entrare in materia senza controproposta sulla legge federale sulle operazioni spaziali (26.032), la Commissione ha ora concluso la deliberazione di dettaglio. Come già nel dibattito sull’entrata in materia, la Commissione accoglie con favore gran parte del progetto di legge nella versione attuale del Consiglio federale.

Propone tuttavia alcuni adeguamenti, tra cui i seguenti:

  • lo scopo della legge deve valere anche per gli enti di ricerca e altri attori (24 voti contro 0);
  • le misure relative alla cibersicurezza e alla resilienza devono essere menzionate espressamente come competenza del Consiglio federale (24 voti contro 0);
  • nel fissare la somma assicurata minima nell’assicurazione di responsabilità civile va tenuta in considerazione l’attrattività della piazza economica (16 voti contro 5);
  • per determinati progetti non commerciali e di utilità pubblica devono essere possibili riduzioni ed esenzioni dagli emolumenti (24 voti contro 0);
  • sono state inoltre presentate proposte di minoranza relative alla semplificazione delle procedure di autorizzazione per le imprese, alla (ciber)sicurezza, alla tutela dell’ambiente e ai requisiti per la cessazione di operazioni spaziali.

Secondo la Commissione, con questi adeguamenti si amplierebbe il campo di applicazione e, contemporaneamente, si compirebbero ulteriori passi per promuovere la Svizzera come polo economico e di ricerca. Inoltre si terrebbe maggiormente conto dell’aspetto della sicurezza.

Nella votazione sul complesso, la Commissione ha chiesto all’unanimità di approvare la legge nella sua versione modificata. Sottolinea l’importanza della legge e la certezza del diritto che ne deriva, soprattutto per quanto riguarda la questione della responsabilità. Il progetto sarà ora discusso dal Consiglio nazionale nella sessione autunnale.

La CSEC-N si è informata sulla possibile candidatura della Svizzera ai Giochi olimpici e paralimpici invernali del 2038

La Commissione ha proseguito l’esame del messaggio del Consiglio federale relativo alla candidatura, alla preparazione e allo svolgimento dei Giochi olimpici e paralimpici invernali del 2038 in Svizzera (26.054).

Per farsi un quadro completo del progetto e delle sue ripercussioni, ha ascoltato i rappresentanti dei Cantoni, dell’associazione Switzerland 2038, di Swiss Olympic e di Swiss Paralympic. Ha inoltre consultato esperti scientifici in materia di sostenibilità di grandi eventi sportivi.

Nel corso delle audizioni e della successiva sessione di domande sono stati approfonditi diversi aspetti relativi allo svolgimento dei Giochi in Svizzera, con particolare attenzione alle ripercussioni economiche, sociali e internazionali. La Commissione ha inoltre affrontato questioni relative al finanziamento, alla sostenibilità, all’organizzazione del progetto nel rispetto del federalismo e alle possibilità di partecipazione attraverso la democrazia diretta. I lavori si sono in seguito focalizzati sui Giochi paralimpici invernali.

La CSEC-N proseguirà i suoi lavori in autunno, quando avvierà la deliberazione del disegno.

Nessun obbligo generale di apprendimento di una seconda lingua nella formazione professionale di base

La Commissione ha esaminato in via preliminare l’iniziativa cantonale 25.304, con la quale il Cantone del Ticino richiede di adeguare tutte le ordinanze concernenti la formazione professionale in modo da introdurre l’obbligo dello studio di una seconda lingua per il conseguimento di un attestato federale di capacità. Nell’ambito del proprio esame la CSEC-N ha preso atto del rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato 23.3694 sullo stesso tema.

Reputando che occorra focalizzarsi sulle esigenze specifiche di ciascuna professione, la Commissione ritiene più opportuno che, come finora, spetti alla competente organizzazione del mondo del lavoro formulare una raccomandazione riguardo all’apprendimento di un’altra lingua. Propone quindi all’unanimità di non dare seguito all’iniziativa.

La Commissione si pronuncia sulle regole di governance delle organizzazioni sportive

La CSEC-N ha esaminato due mozioni relative alle regole di governance applicabili alle organizzazioni mantello e alle organizzazioni sportive.

Per quanto riguarda la limitazione della durata dei mandati (mozione 24.4493), la Commissione ritiene che le regole attuali debbano essere mantenute e, con 13 voti contro 12, propone di respingere la mozione. Una minoranza propone invece di approvarla.

Per quanto riguarda le quote di genere negli organi direttivi (mozione 24.4494), la Commissione si pronuncia invece a favore di un alleggerimento delle disposizioni in vigore e, con 12 voti contro 10 e 3 astensioni, propone di accogliere la mozione. Una minoranza raccomanda di respingerla.

La maggioranza reputa che i requisiti in materia di buona governance debbano essere mirati e proporzionati: la limitazione della durata dei mandati rappresenta, a suo avviso, una regola adeguata, mentre le quote di genere costituiscono un vincolo eccessivo per l’autonomia delle organizzazioni sportive.

Minore onere amministrativo per i prodotti cosmetici a base di erbe realizzati da piccoli produttori

La Commissione ha esaminato in via preliminare la mozione 25.4641 «Prodotti a base di erbe. Attuare l’omologazione semplificata», che chiede di ridurre gli oneri amministrativi e finanziari legati all’immissione sul mercato di prodotti cosmetici tradizionali a base di erbe. Si tratta di prodotti realizzati in piccole quantità, in particolare in conventi e da agricoltrici, e composti prevalentemente da derrate alimentari e da erbe coltivate in giardino o selvatiche.

Attualmente, per tali prodotti è richiesta una documentazione dettagliata sulla loro produzione, inclusi rapporti relativi alla loro sicurezza. La maggioranza della Commissione ritiene che per i piccoli produttori i costi connessi a tali requisiti rappresentino un onere amministrativo e finanziario sproporzionato che deve essere ridotto. Con 14 voti contro 5 e 5 astensioni, la Commissione propone pertanto al proprio Consiglio di accogliere la mozione.

Una minoranza propone invece di respingerla, ritenendo che la sicurezza dei prodotti per i consumatori vada garantita in ogni caso.

Presieduta dal consigliere nazionale Roman Hug (V, GR), la Commissione si è riunita a Berna il 13 e 14 agosto 2026. A parte della seduta erano presenti la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, capo del DFI.