(ats) BERNA, Anche al Consiglio degli Stati le votazioni dovrebbero intervenire nominalmente, come già avviene su richiesta al Consiglio nazionale. La Camera del popolo vuole introdurre questa uguaglianza di trattamento in ossequio al principio della trasparenza. Il Nazionale ha mantenuto stamattina questa divergenza nella <span class="searchHighlight">legge</span> sul parlamento.

​Il Consiglio degli Stati vorrebbe restare libero di decidere quando desidera ricorrere al voto nominativo. Per la maggioranza del Nazionale la libertà e l'indipendenza di ogni Camera sono sicuramente principi importanti, ma meno rispetto a quello della trasparenza, che è un'esigenza fondamentale della democrazia, ha dichiarato Claude Janiak (PS/BL).

Con 109 voti contro 24, la Camera del popolo ha lanciato un segnale chiaro alla Camera dei cantoni, dove la legge torna per la terza e ultima volta. Se gli Stati non dovessero allinearsi, sarebbe necessaria una conferenza di conciliazione, probabilmente ancora in questa sessione.

Per evitare di silurare l'intera legge, il Consiglio degli Stati dovrà pur decidersi a compiere questo passo, hanno ammonito vari deputati del Nazionale. Inoltre, occorre tener conto del fatto che il Nazionale ha soppresso sei delle rimanenti dieci divergenze, adeguandosi alla volontà dei "senatori".

Con 69 voti contro 57 e 2 astenuti, il Nazionale ha rinunciato a imporre la tenuta di un registro dei lobbisti, allineandosi al compromesso degli Stati. Lo stesso prevede che le due persone che ogni parlamentare ha il diritto di accreditare, tra le quali figurano numerosi lobbisti, devono iscrivere la loro funzione in un registro accessibile al pubblico.

Una minoranza rosso-verde non ha voluto cedere. Dando la precedenza alla trasparenza, voleva evitare che rappresentanti dei gruppi di pressione accedano a Palazzo federale grazie a uno statuto d'invitato personale di un parlamentare. Occorre fare una differenza tra le due cose e tenere due registri distinti, ha sottolineato Andreas Gross (PS/ZH).

Il Nazionale ha invece mantenuto un'altra divergenza con il Consiglio degli Stati in merito all'esame degli interventi parlamentari, in particolare delle mozioni. Praticamente senza opposizione, e contro il parere del Consiglio federale, la Camera ha voluto rafforzare il valore delle mozioni trasmesse dal parlamento.

ATS, 03.12.2002