<p>BERNA, 9 mag (ats) Le casse malattia dovrebbero privilegiare le HMO (organizzazioni per la difesa della salute), ossia quegli istituti medici che offrono una gamma completa di servizi a costi fissi secondo un modello forfettario. È questa la proposta adottata dalla commissione competente del Nazionale per attenuare gli effetti dell'abolizione dell'obbligo contrattuale voluta dagli Stati nella revisione dell'assicurazione malattia (LaMal): attualmente, gli assicuratori devono riconoscere le prestazioni di tutti i medici.</p>

Le HMO dovrebbero garantire trattamenti economici ma di qualità. La decisione di rafforzare simili istituti, ha affermato oggi a Berna Toni Bortoluzzi (UDC/ZH), è stata approvata con 13 voti contro 6.

La formula adottata dal Consiglio degli Stati consente agli assicuratori di scegliere liberamente i prestatori di cure con i quali collaborare. I cantoni dovrebbero fissare, per ramo di specializzazione, il numero di professionisti che risponde ai bisogni e le casse malattie sarebbero obbligate a stipulare contratti perlomeno con tali medici.

Circa quest'ultimo aspetto la commissione, contrariamnete agli Stati, non intende fare eccezioni. Con 14 voti contro 5, non ha nemmeno voluto fissare per legge la durata del contratto tra medico e cassa malattia. In caso di contestazione, ha previsto invece - 9 a 2 e 6 astenuti - che il medico possa interpellare una commissione arbitrale e, se non soddisfatto, rivolgersi al Tribunale federale.

La commissione non si è ancora pronunciata sul limite di transizione entro il quale decadrà l'obbligo contrattuale. Gli Stati l'hanno fissato a quattro anni dopo l'entrata in vigore della revisione della LaMal. Tutte queste proposte saranno discusse dal Consiglio nazionale durante la sessione estiva.

I medici svizzeri sono sul piede di guerra: si stanno preparando al referendum nel caso in cui il parlamento abolisse l'obbligo per le casse malattia di stipulare contratti con tutti i medici.

sda/ats 09.05.2003