<p>BERNA, 23 set (ats) La montagna ha partorito il classico topolino. Difatti, per quanto riguarda il pensionamento flessibile, l'11.ma revisione dell'AVS si risolverebbe con una soluzione minimalista, cui è giunta stamani la conferenza di conciliazione delle Camere. Al posto dei 400 milioni fissati in un primo tempo dal Nazionale per favorire il pensionamento anticipato degli assicurati meno abbienti, essa propone ora soltanto 140 milioni per le donne di una determinata fascia d'età. Il referendum della sinistra è già programmato.
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Tra la soluzione "zero" del Consiglio degli Stati in materia di pensionamento flessibile e i 250 milioni di franchi proposti all'ultimo momento dal Nazionale quale gesto di compromesso, la conferenza di conciliazione, chiamata a eliminare le ultime divergenze, ha in pratica ulteriormene dimezzato l'importo, ha indicato il consigliere nazionale Toni Bortoluzzi (UDC/ZH).

Questa la proposta della commissione: solo le donne nate tra il 1948 e il 1952 potranno andare in pensione a 64 anni (al posto dei 65 che saranno in vigore a partire dal 2009), con una diminuzione della rendita meno forte rispetto a tutti gli altri assicurati. La riduzione raggiungerebbe per tutta la vita il 3,4% al posto del 6,7% al massimo per un anno di pensionamento anticipato. I costi sono valutati a 140 milioni.

La settimana scorsa, il Consiglio nazionale aveva previsto di concedere una riduzione della diminuzione anche alle donne che scelgono il pensionamento a 63 anni (6,8% al posto del 9,6% e più). Inoltre, la Camera del popolo voleva accordare questa possibilità alle donne nate tra il 1948 e il 1957.

Socialisti sconfitti

In conferenza di conciliazione, i socialisti hanno proposto di tornare ai 400 milioni iniziali, per permettere ai piccoli e medi redditi di beneficiare di un pensionamento anticipato più sociale a partire dai 62 anni.

A titolo di compromesso, i socialisti avevano accettato di limitare questo importo a una durata di 10 anni, onde valutarne l'utilità, ha spiegato la consigliera agli Stati Christiane Brunner (PS/GE). Quest'idea è però stata spazzata via con 18 voti a 6.

Vedove

Per quel che concerne le rendite delle vedove con figli, la conferenza di conciliazione ha scelto il modello del Consiglio degli Stati. Lo stesso prevede di ridurre a tappe la loro pensione dall'80% al 60% della rendita AVS e di aumentare in cambio quella degli orfani dal 40% al 60%.

Unica differenza: questo regime sarebbe introdotto sei anni dopo l'entrata in vigore dell'11.ma revisione dell'AVS (il linea di principio il 1° gennaio 2005), al posto di tre anni dopo. Permetterebbe un risparmio di 250 milioni. Finora, il Nazionale aveva optato per un risparmio di 120 milioni, mantenendo lo statu quo, con soppressione della rendita solo per le vedove senza figli.

Finanziamento

Con 18 voti contro 5, la conferenza di conciliazione ha accettato di continuare ad attribuire alla Confederazione il 17% del punto supplementare IVA. Ciò consentirà allo Stato di finanziare una parte delle sue prestazioni in favore dell'AVS. Il Nazionale aveva finora difeso un versamento diretto e integrale all'AVS di questa parte del punto IVA (497 milioni).

La soluzione del Nazionale ha invece prevalso per quel che riguarda l'idea di attribuire all'AVS le riserve d'oro eccedentarie della Banca nazionale svizzera (BNS). È stata accettata con 17 voti contro 5. In realtà - ha osservato Bortoluzzi - si tratta soltanto di lasciare la porta aperta a questa possibilità di finanziamento, che dovrà essere concretizzata in un'altra legge.

Le proposte della conferenza di conciliazione saranno sottoposte al Consiglio nazionale domani nel tardo pomeriggio e giovedì mattina agli Stati. In linea di principio le due Camere dovrebbero allinearsi, se non vorranno gettare alle ortiche l'intera revisione.

Referendum

A ogni modo, l'11.ma revisione dell'AVS corre il rischio di dover affrontare anche una votazione popolare. Il PS potrebbe infatti impugnare il referendum. "Il partito deve ancora discuterne, ma mi sembra che non vi sia da esitare", ha dichiarato la presidente del partito Christiane Brunner dopo la conferenza stampa.

A suo modo di vedere "il risultato equivale a zero in fatto di pensionamento anticipato sociale e l'intera revisione non porta miglioramenti". Per la presidente del PS si tratta di un primo passo verso lo "smantellamento dell'assicurazione vecchiaia".

LPP

La conferenza di conciliazione ha anche eliminato l'ultima divergenza minore nella revisione della legge sulla previdenza professionale (LPP). Con 21 voti senza opposizione, essa ha accettato la soluzione del Consiglio degli Stati per quel che concerne le prestazioni del II° pilastro da riconoscere agli eredi in caso di morte di un assicurato.