La commissione di riabilitazione dell´Assemblea federale ha adottato la decisione all´unanimità, ha dichiarato oggi ai media la sua presidente Françoise Saudan (PLR/GE). In linea di principio tutte le sentenze passate in giudicato pronunciate dalla giustizia militare come anche dai tribunali penali federali o cantonali ordinari contro le persone che hanno aiutato i profughi durante il nazismo, sono annullate. La Commissione di riabilitazione, tuttavia, decide in ogni singolo caso se una determinata sentenza rientra nella decisione generale di annullamento.
La signora Stitelmann, oggi 79.enne, è stata condannata a 15 giorni di arresti di rigore, per tentativo di passaggio clandestino della frontiera franco-svizzera nel 1945. Al momento del verdetto aveva già scontato 18 giorni di detenzione preventiva a Ginevra. L´intressata aveva finora ritenuto "assurdo" compiere un´azione di riabilitazione. "Tutto ciò non cambia nulla nella mia vita di tutti i giorni, ma si tratta di un segno per il futuro", aveva dichiarato a metà gennaio. Stitelmann spera che il suo passo serva a coloro che si battono per i "sans-papier" o per le persone espulse.
Per tre anni ha fatto passare in Svizzera - sul treno, attraverso le campagne o le montagne - una quindicina di bambini, quasi tutti orfani, che affidava a privati. Dalla doppia nazionalità franco-svizzera, la signora Stitelmann abitava a Ginevra, mentre i suoi genitori si trovavano a Lione.
All´epoca del nazismo "pensavo che si doveva fare qualcosa, pur non sapendo cosa", ha detto, affermando d´essere allora stata contattata da un prete. La Stitelmann fu condannata nel luglio del 1945 dalla giustizia militare per aver aiutato illegalmente varie persone a lasciare la Svizzera alla volta della Francia e aver cercato di raggiungere Grenoble per prendere in consegna bambini ebrei.
Il caso Stitelmann non è l´unico presentato alla commissione di riabilitazione del parlamento. Anche la Fondazione Paul Grüninger, dal nome dell´ex capo della polizia sangallese che ha pure aiutato rifugiati, ha depositato una richiesta collettiva per 26 persone condannate in Svizzera romanda, orientale e settentrionale.
La Fondazione chiede parallelamente alla commissione di incaricare gli Archivi federali e cantonali di redigere un rapporto sulle condanne pronunciate tra il 1933 e il 1945, ha indicato lo storico Stefan Keller.
La commissione ha iniziato i suoi lavori con un caso un po´ atipico, ha affermato Françoise Saudan. La signora Stitelmann non avrà diritto a una cerimonia particolare, poiché le legge non prevede che una procedura semplificata, e non potra neppure - come chiedeva - contare sulla pubblicazione della decisione su quattro quotidiani romandi, in quanto la commissione non dispone di mezi dinanziari a tale scopo. Si è limitata a pubblicare la propria decisione su sito internet del parlametno e convocare una conferenza stampa.
Il termine per inoltrare una domanda di riabilitazione è valido fino al 31 dicembre 2008, ma potrà essere prorogato di tre anni in caso di "ritardi scusabili". La procedura è gratuita. La sentenza pronunciata dalla commissione è definitiva. Non sono dunque previsti ricorsi. Inoltre, la riabilitazione non dà diritto a risarcimenti o riparazioni.