La commissione ad hoc della Camera bassa ha approvato oggi il programma solo grazie al voto decisivo del presidente Christian Speck (UDC/AG): la proposta aveva infatti raccolto 8 pareri favorevoli, 8 contrari e 7 astensioni. Lo scrutinio, ha detto il presidente, riflette l'accresciuta difficoltà di formulare soluzioni di compromesso. La corrispettiva commissione del Consiglio degli Stati, dal canto suo, non ha ancora terminato l'esame del dossier.
Entrambe le commissioni sono sulla stessa lunghezza d'onda per quanto concerne l'insegnamento delle lingue minoritorie e auspicano che la relativa legge, nel frattempo abbandonata dal Consiglio federale per motivi finanziari, sia menzionata nel programma di legislatura. La commissione del Nazionale si è espressa al riguardo con 13 voti contro 12, mentre netta è stata la maggioranza tra i commissari del Consiglio degli Stati (8 a 0).
Un altro tema, affossato dal governo, che potrebbe tornare d'attualità è quello relativo ai parchi nazionali. La proposta di reintrodurre l'argomento tra le priorità della legislatura ha però raccolto consensi solo in sede di Consiglio degli Stati: la commissione del Nazionale lo ha invece bocciato, ancora una volta con il voto preponderante del presidente.
La maggioranza (14 voti contro 8) ha anche respinto un emendamento dell'Unione democratica di centro, che chiedeva il ritiro della richiesta svizzera di adesione all'Unione europea. Respinta (17 voti contro 7) anche la proposta dello stesso partito di rispedire l'intero pacchetto al mittente: l'UDC con questa mossa intendeva esigere dal Consiglio federale la presentzione di un piano finanziario conforme alle regole del «freno all'indebitamento».
Il presidente della Commissione del Consiglio degli Stati Pierre-Alain Gentil (PS/JU) ha rilevato come il programma di legislatura «sia di un alto livello d'astrazione» e quindi poco vincolante per il parlamento, che potrà approvare mozioni e interventi contrari alla volontà governativa. «In questo esercizio c'è qualcosa di artificiale e di frustrante», ha detto.
Il Consiglio federale ha fissato nel programma tre obiettivi prioritari e nove generali con l'intento di rafforzare la crescita economica, di riequilibrare le finanze, di migliorare la capacità di azione e di riforma dello stato, di consolidare le assicurazioni sociali e di approfondire le relazionni con l'Unione europea.