Con 13 voti contro 11 la commissione si è pronunciata in favore di un contributo su scala svizzera di 200 franchi al mese per i figli fino a 15 anni compiuti. Una somma di 250 franchi sarebbe versata per i figli in formazione tra i 16 e i 25 anni. È quanto ha spiegato oggi alla stampa Meinrado Robbiani (PPD/TI).
Sebbene i contributi, che variano da cantone a cantone, raggiungano oggi mediamente i 180 franchi per figlio, una minoranza è del parere che 175 franchi bastino. Gli importi formulati dalla maggioranza restano comunque nettamente al di sotto dei 450 franchi avanzati dall'iniziativa popolare "per contributi familiari più giusti".
L'idea stessa di ancorare in una legge federale somme valide per tutta la Svizzera ha dato filo da torcere alla commissione. Una proposta di lasciare questa competenza ai cantoni è stata bocciata con 14 voti contro 10.
La commissione - ha detto Robbiani - sostiene il principio "un figlio, un contributo". Ne avranno diritto tutti i genitori salariati. Il caso degli indipendenti non è stato ancora completamente risolto. Pure aperta la questione del finanziamento. Non si sa ancora se i contributi versati agli stipendiati dovranno essere pagati interamente dal datore di lavoro o in parte anche dal dipendente.
Rispetto a oggi, il miglioramento del sistema costerebbe circa 780 milioni di franchi in più, ha precisato la presidente della commissione Christine Goll (PS/ZH). I costi supplementari sono valutati a 460 milioni per i datori di lavoro ed eventualmente per i lavoratori, a 20 milioni per la Confederazione (chi finanzia gli agricoltori) e a 70 milioni per gli indipendenti.
Dal canto loro, i cantoni dovrebbero sborsare 230 milioni per le persone senza attività lucrativa. Christine Goll ha comunque messo in dubbio la fondatezza di queste cifre avanzate dal Consiglio federale. Il piano messo a punto dalla commissione del Nazionale dovrebbe essere esaminato dalla camera nella sessione di dicembre.