<p>BERNA, 17 ago (ats) I cantoni dovrebbero restare liberi di regolamentare le procedure di naturalizzazione degli stranieri come desiderano, anche facendo capo a votazioni popolari. La commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati desidera soltanto imporre loro l'obbligo di motivare i rifiuti.
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La commissione è chiamata a concretizzare un'iniziativa parlamentare di Thomas Pfisterer (PLR/AG), adottata dal plenum in dicembre. Il testo esige che i cantoni possano decidere l'ambito in cui decisioni di naturalizzazione devono essere adottate, nonostante il decreto del Tribunale federale che definisce incostituzionali le domande di concessione della cittadinanza svizzera sottoposte al voto popolare.

Si tratta di trovare una soluzione che rispetti nel contempo la democrazia diretta e i principi di uno Stato di diritto, ciò che - in altri temini - equivale alla quadratura del cerchio, ha detto Peter Briner (PLR/SH). La commissione pensa di aver trovato la panacea, introducendo l'obbligo di motivare un eventuale rifiuto.

Diritto di ricorso

Il/la candidato/a la cui domanda fosse respinta potrebbe poi ricorrere a un'istanza cantonale. Dal canto suo, il Tribunale federale potrebbe pronunciarsi soltanto sui ricorsi concernenti la violazione di una garanzia costituzionale di procedura e non più su casi di naturalizzazione ordinari respinti.

Il modello deve ancora essere rielaborato, probabilmente nel corso di una seduta commissionale in novembre, ha spiegato Briner. Sarà quindi necessaria una consultazione degli ambienti interessati: il plenum non potrà occuparsene prima dell'estate prossima.

Niente referendum

In ogni caso, la commissione ha respinto oggi le proposte fatte da una sottocommissione ad hoc. Quest'ultima prevedeva in particolare d'introdurre un diritto di refrendum contro le naturalizzazioni, ciò che in alcuni casi avrebbe permesso il passaggio alle urne.

La sottocommissione prevedeva anche di autorizzare i comuni che non dispongono di consiglio legislativo di procedere a votazioni popolari sulla concessione della nazionalità svizzera agli stranieri. Briner ha detto che gli altri membri della commissione hanno ritenuto che questo sistema fosse troppo restrittivo rispetto alla volontà espressa dai cantoni di potersi organizzare a piacimento.

Il presidente della commissione degli Stati Jean Studer ha ricordato che delle circa 38'000 naturalizzazioni registrate annualmente in Svizzera, solo un migliaio sono sottoposte alle urne.