In merito ai 20 miliardi di franchi provenienti dalla vendita delle 1300 tonnellate delle riserve auree in esubero della Banca nazionale svizzera (BNS), con 10 voti a 3, la commissione si è pronunciata contro un mantenimento di questo patrimonio, ha indicato questa sera il suo presidente Eugen David (PPD/SG). Questo capitale dovrebbe finire senza altri tentennamenti nelle tasche di Confederazione e cantoni. La ripartizione tra Confederazione e cantoni non dovrebbe necessariamente avvenire in un sol colpo, ma potrebbe essere scaglionata nel tempo, ha aggiunto David.
La commissione degli Stati propone dunque di non entrare in materia sulla modifica della Costituzione proposta dal Consiglio federale. Quest´ultimo chiede di istituire un fondo trentennale, giuridicamente indipendente e di distribuire gli interessi maturati ogni anno (circa 500 milioni) nella misura dei 2/3 ai cantoni e di 1/3 alla Confederazione. Il Consiglio nazionale aveva corretto questa chiave di riparto e optato (grazie a un´allenza "contro natura" tra UDC e sinistra) per una suddivisione tra AVS (2/3) e cantoni (1/3). Una minoranza difenderà nel plenum la soluzione del Nazionale.
Per quanto riguarda poi l´iniziativa popolare della sinistra "Utili della Banca nazionale all´AVS" (attualmente 3 miliardi) - secondo la quale l´intero utile dev´essere devoluto all´AVS, salvo un miliardo di franchi annui destinati ai cantoni -, la commissione propone all´unanimità di bocciarla. Con 8 voti contro 4, ha pure respinto il controprogetto elaborato dal Nazionale che prevede una suddivisione a parti uguali tra AVS e cantoni. Anche per gli utili dovrebbe prevalere lo statu quo: 2/3 ai cantoni e 1/3 alla Confederazione.
Che si tratti dei 20 miliardi di franchi ricavati dalla vendita delle riserve d´oro in esubero della BNS o degli utili di quest´ultima, la commissione degli Stati ritiene dunque che la chiave di ripartizione attuale è giusta. Non vede alcun motivo - ha sottolineato David - per ritirare ai cantoni la parte ai quali hanno diritto da un centinaio d´anni. I cantoni - ha aggiunto - resterebbero liberi di utilizzare la loro parte come meglio credono: per l´educazione, la sanità pubblica o semplicemente per ridurre il debito.
Il Consiglio degli Stati affronterà questi temi nella sessione d´autunno. Sempre che il plenum segua la sua commissione e fatta riserva delle ulteriori decisioni del Nazionale, la posizione della commissione della Camera e i cantoni potrebbe alla fine spuntarla per quanto riguarda le riserve di oro in esubero e il controprogetto all´iniziativa. Se il Consiglio degli Stati rifiuta a due riprese di entrare in materia, i progetti saranno infatti affossati e a prevalere sarà lo statu quo.
Ma attenzione: popolo e cantoni avranno l´ultima parola sull´iniziativa. Il Consiglio federale deciderà la sua posizione finale - ha indicato David - una volta noti i desideri del Nazionale.