Il progetto di liberalizzazione interessa i negozi che propongono merci che non sono in rapporto diretto con le necessità dei viaggiatori, come gli abiti. L´apertura domenicale dei negozi o dei chioschi specializzati è già regolata nella legge sulle ferrovie.
25 stazioni interessate
La commissione desidera che le stazioni che raggiungono un giro d´affari di 20 milioni di franchi all´anno nel traffico viaggiatori possano dotarsi di aree commerciali aperte anche di domenica. Il presidente della commissione Eugen David (PPD/SG) ha precisato questa sera alla stampa che circa 25 stazioni sarebbero coinvolte dall´apertura domenicale.
Per non svantaggiare le zone periferiche, la commissione propone inoltre di autorizzare i cantoni a chiedere un´eccezione per le stazioni d´importanza regionale che non raggiungono il limite dei 20 milioni. Questa regolamentazione potrebbe essere fissata in un´ordinanza.
Per il resto, la commissione propone al plenum di accogliere la revisione della legge sul lavoro già adottata dal Nazionale. In marzo la Camera del popolo aveva autorizzato l´apertura dei negozi nelle grandi stazioni e negli aeroporti di domenica - senza autorizzazione speciale a partire dal 2005 - onde risolvere un contenzioso che interessa in particolare la stazione di Zurigo.
Nella sessione estiva, il Consiglio degli Stati aveva invece rinviato il progetto alla sua commissione con l´incarico di consultare i cantoni. Quest´ultimi, competenti in materia di orari d´apertura dei negozi ubicati fuori dalle stazioni, si sono detti in maggoranza favorevoli a una liberalizzazione, ha ricordato David.
Maggiore liberalizzazione
Nelle loro risposte i cantoni hanno anche messo in discussione la questione delle aperture domenicali dei negozi prima di Natale o presso i distributori di benzina. In una mozione, adottata con 5 voti contro 4, la commissione ha ora incaricato il Consiglio federale di proporre soluzioni a questi problemi, ha ancora affermato Eugen Davis.
Per contro, con 10 voti contro 3, la commissione ha respinto proposte di minoranza che chiedono che i negozi aperti la domenica siano sottoposti a un contratto collettivo di lavoro o che riconoscano un supplemento salariale del 50% ai loro dipendenti.