<p>BERNA, 19 ott (ats) La commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale non vuole versare ai cantoni una parte delle somme che la Confederazione incasserà grazie all'accordo sulla fiscalità del risparmio concluso con l'Unione europea (UE). Ritiene inoltre che la legge d'applicazione sia lacunosa.
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La legge sulla fiscalità del risparmio comprende vari punti deboli e addirittura «lacune», ha dichiarato oggi il presidente della commissione Fulvio Pelli (PLR/TI). Potrebbe essere facilmente aggirata, dato che si applica soltanto alle persone fisiche.

«Colpa dell'UE»

Basterà dunque creare semplicemente una società (persona giuridica) per sfuggire alla trattenuta fiscale prevista dall'UE, ha osservato Pelli. Inoltre, la trattenuta concerne solo gli interessi e non gli utili. Secondo Pelli, queste lacune vanno comunque addossate all'UE. «Non si accetteranno in merito ulteriori rimproveri», ha sottolineato.

La legge, che dovrebbe entrare in vigore il 1° luglio 2005, prevede che le banche svizzere trattengano un'imposta del 15% sugli interessi accreditati ai loro clienti domiciliati in uno Stato membro dell'UE. La trattenuta aumenterà successivamente al 20% per fissarsi al 35% al partire dal 1° luglio 2011.

Gli intressati potranno sfuggire a questa trattenuta autorizzando il loro banchiere elvetico a dichiarare il pagamento degli interessi all'autorità fiscale del loro Stato di domicilio (comunicazione volontaria). Il gettito della trattenuta fiscale sarà suddiviso in ragione del 75% a favore dello Stato di domicilio e del 25% della Svizzera.

Nulla ai cantoni

Sebbene la commissione non abbia ancora terminato l'esame della legge, essa ha già deciso di ridurre il numero dei beneficiari. Con 18 voti contro 1, propone al plenum di non accordare ai cantoni il 10% della parte federale. Non vi è motivo che quest'ultimi ottengano una fetta - anche se minima - del gettito di un'imposta che non contribuiscono a incassare, ha spiegato Pelli.

La commissione proseguirà l'esame a metà novembre. Prima di decidere sui dettagli, attende informazioni complementari e la decisione dell'omologa commissione degli Stati. L'entrata in materia è comunque stata accolta all'unanimità, ha aggiunto Pelli. Anche l'UDC, che durante la consultazione si era opposta alla legge, l'ha ora sostenuta.