<p>BERNA, 19 ott (ats) È stata percorsa una nuova tappa verso la pubblicazione obbligatoria delle indennità percepite dai membri dei consigli d'amministrazione e delle direzioni delle società quotate in borsa. La commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale sostiene il progetto governativo all'unanimità.
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La commissione - ha precisato oggi il suo presidente Fulvio Pelli (PLR/TI) - ha seguito nelle grandi linee il progetto del Consiglio federale. La revisione del Codice delle obbligazioni prevede che le società svizzere quotate in borsa siano tenute a precisare negli annessi del bilancio tutte le indennità versate ai membri del consiglio d'amministrazione e della direzione generale o ai loro familiari, nonché le partecipazioni che queste persone detengono nella società.

Il testo le obbligherà pure a indicare gli importi percepiti da ognuno degli amministratori e dal membro della direzione che «incassa» la somma più elevata. Con 14 voti contro 10, la commissione ha respinto una proposta che esigeva la pubblicazione delle rimunerazioni individuali di ogni singolo membro della direzione.

Non ha nemmeno accolto un emendamento inteso a sottoporre i salari all'approvazione dell'assemblea generale. La maggioranza della commissione ha invece introdotto nel testo il principio di trasparenza anche per i membri dell'ufficio del consiglio d'amministrazione, ha precisato Pelli.

Con questa revisione la maggior parte delle società quotate in borsa dovranno dar prova di maggiore trasparenza. Attualmente, esse possono accontentarsi di applicare le norme di autoregolazione fissate dalla Borsa svizzera, che prevedono unicamente la pubblicazione dell'importo globale delle rimunerazioni degli amministratori.

La domanda se le imprese non quotate in borsa debbano essere sottoposte agli imperativi di trasperenza dovrebbe invece essere esaminata nell'ambito della futura revisione del diritto della società anonima.