<p>BERNA, 26 ott (ats) I datori di lavoro che praticano il lavoro nero rischiano non soltanto l´esclusione dai mercati pubblici, ma anche d´essere &quot;puniti&quot; finanziariamente, se sussidiati. La commissione preparatoria del Consiglio degli Stati ha corretto in questo senso la legge contro il lavoro nero.
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In generale, la commissione dell´economia e dei tributi degli Stati ha semplificato il dispositivo scelto dal Consiglio nazionale, ha spiegato questa sera il suo presidente Eugen David (PPD/SG). In fatto di sanzioni, la commissione ha deciso che solo i padroni condannati per una violazione grave della legge sarebbero esclusi dai mercati pubblici per un periodo massimo di tre anni.

Su un altro punto, spingendosi più lontano rispetto alla Camera del popolo, la commissione vuole introdurre anche la possibilità di ridurre o sopprimere i sussidi statali di chi viola la legge. Sono presi di mira in particolare l´agricoltura e gli impianti di risalita, ha spiegato David. Lo Stato - ha detto - non è tenuto ad aiutare i datori di lavoro che assumono personale in nero o clandestini.

La commissione non ha voluto un catalogo che definisca tutte le forme di lavoro nero. Essa si è accontentata di prevedere controlli concernenti l´obbligo di annuncio e di autorizzazione nei settori delle assicurazioni sociali, del diritto degli stranieri e dell´imposta alla fonte.

David ha precisato che la sorveglianza dev´essere soprattutto di competenza cantonale. I cantoni potranno poi decidere di attribuire i compiti di controllo, per esempio, a uffici, alla polizia commerciale o a commissioni tripartite. In ogni caso non saranno autorizzati a delegare questa mansione a organismi privati.

La commissione degli Stati ha ritoccato anche il capitolo concernente gli sgravi amministrativi in favore dei datori di lavoro. In questo senso, i piccoli datori di lavoro potranno compiere tutte le pratiche per regolarizzare i loro lavoratori presso le casse AVS - annuncio alle assicurazioni sociali e prelievo delle quote - a due condizioni: quando un dipendente non percepisce più di 18´900 franchi all´anno o quando la massa salariale totale non supera i 38´000 franchi.

Infine, la commissione ha deciso di accordare un diritto di ricorso ai sindacati in caso di espulsione di un lavoratore clandestino. I rappresentanti dei lavoratori potranno così denunciare un datore di lavoro che non ha versato il salario o i contributi assicurativi.