A provocare dissenso sono soprattutto le misure d'accompagnamento da adottare per evitare il dumping salariale, la cui entrata in materia è stata votata con 15 voti favorevoli e 6 astenuti. Il tema sarà al centro delle discussioni anche nella prossima seduta, prevista per martedì, ha dichiarato Hildegard Fässler (PS/SG).
Alla luce di quanto succede attualmente in alcuni cantoni è sembrato ai deputati che la situazione non sia ancora soddisfacente, soprattutto per quel che riguarda gli "pseudo indipendenti" e i lavoratori temporanei. Inoltre, ha aggiunto la Fässler, l'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) non collabora pienamente.
Bisogna trovare un equilibrio tra efficacia e flessibilità delle misure di controllo, ha osservato Charles Favre (PRD/VD). "La commissione è cosciente che sarà necessario creare prima di tutto un clima di fiducia, migliore di quello attuale."
Tra i più scettici del gruppo l'UDC. La consigliera nazionale Luzi Stamm (UDC/AG) ha detto che il suo partito è pronto ad affrontare sulla questione ma per il momento resta di parere negativo. "Non possiamo andare oltre a quanto deciso per i primi 15 paesi UE." L'UDC teme in particolare un peggioramento delle condizioni di vita nel paese "visto che già le attuali misure di accompagnamento in vigore possono essere aggirate".
Gli ha fatto eco André Daguet (PS/BE), il quale ha però sottolineato "che le leggi già esistono, bisogna però intensificare i controlli." È necessario tenere in maggior considerazione le paure della popolazione, ha aggiunto la Fässler, precisando che su questo punto la Commissione è pronta a prendere le decisioni necessarie e ad esercitare un maggior influsso sui cantoni.
Il Consiglio federale ha dato l'incarico alla Commissione di terminare i lavori per la seduta invernale. "Rimane anche il nostro obiettivo", ha concluso la Fässler.