<p>BERNA, 27 ott (ats) Il rafforzamento delle misure per evitare il dumping salariale dovuto all'estensione della libera circolazione delle persone ai nuovi membri dell'Unione europea sarà con tutta probabilità approvato dal Consiglio nazionale. Solo l'UDC si è già detta contraria alle misure discusse dalla commissione preparatoria.
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La commissione speciale del Nazionale sulla libera circolazione ha in gran parte seguito il progetto presentato dal Consiglio federale ed elaborato dai partner sociali, ha dichiarato la presidente Hildegard Fässler (PS/SG). Tutti i tentativi di ridurre la portata delle misure di accompagnamento sono stati scartati. Ad esempio la proposta di sopprassedere al reclutamento di 150 ispettori cantonali incaricati di verificare l'applicazione dei meccanismi di sorveglianza è stata bocciata.

Il voto finale interverrà solo nel corso della prossima seduta, il 6 dicembre. La commissione è infatti ancora in attesa di un rapporto sulla situazione dei lavoratori indipendenti e sulle agenzie di lavoro temporaneo che aveva richiesto la scorsa settimana e che sarà pronto solo a fine novembre. Nel frattempo ha voluto ascoltare i rappresentanti dei cantoni e del Segretariato di stato dell'economia (seco).

In alcuni punti la commissione ha apportato miglioramenti e precisazioni al progetto del Consiglio federale. Il governo aveva proposto che la Confederazione si assumesse il 30 % dei costi salariali per gli ispettori, pari a circa 6 milioni di franchi, e che i cantoni sborsassero i restanti 14 milioni. La commissione invece propone di ripartire le spese a metà. Inoltre i lavoratori indipendenti stranieri dovranno provare il loro statuto, ha spiegato Charles Favre (PLR/VD). Questo per evitare che vi siano pseudo-indipendenti che all'estero lavorano per un'azienda e propongono di effettuare lavori in Svizzera a prezzi stracciati.

La commissione - ha aggiunto Favre - ha voluto assicurarsi che vi fosse un parallesismo su ogni punto e che le misure vengano applicate allo stesso modo a lavoratori e imprenditori sia svizzeri che stranieri. In questo modo ha conferito maggiore credibilità al progetto se un giorno dovesse passare all'esame delle urne.

Meinrado Robbiani (PPD/TI) si è mostrato particolarmente soddisfatto delle tenore dell discussioni in seno alla commissione. Anche perché la commissione ha tenuto conto di elementi nuovi intervenuti sul mercato nel lavoro dopo il primo giugno. Questo è importante per regioni come il Ticino, dove la questione della libera circolazione è vissuta in modo particolarmente vivace. Negli ultimi mesi nel cantone si è verificata un'esplosione del numero di lavoratori con un permesso inferiore ai 90 giorni e si è costatato che la maggior parte di essi si iscrive in agenzie di lavoro temporaneo.

Anche Hildegard Fässler (PS/SG) è ottimista quanto alle possibilità di approvazione del pacchetto di misure da parte del Nazionale. Finora solo l'UDC si è chiaramente opposta. "È troppo presto per rafforzare misure che sono in vigore solo dal primo giugno", ha detto Luzi Stamm (UDC/AG). A suo avviso la libera circolazione della persone porterà comunque ad un "livellamento verso il basso della Svizzera". I sindacati, che avevano minacciato il referendum, sembrano invece tranquillizzati dalle deliberazioni della commissione. "Siamo sulla buona strada ma tutto dipenderà dalle decisioni della Camere federali", ha detto André Daguet.