<p>BERNA, 17 mar (ats) Per la prima volta nella storia, l´esercito svizzero non dispone di un programma d´armamento. Con 97 voti contro 82 e 6 astenuti, sinistra e destra parlamentare, unite in un´insolita alleanza, hanno definitivamente respinto stamani in Consiglio nazionale l´acquisto di due aerei da trasporto e, con ciò, silurato l´intero programma d´armamento 2004.
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"In ogni caso - ha tenuto a sottolineare in una conferenza stampa il ministro della difesa Samuel Schmid - non è una decisione contro l´esercito". Il Consiglio federale - ha proseguito - è ora tenuto a rispettare la volontà parlamentare. Le forze politiche che hanno portato a questo risultato - ha aggiunto - devono sopportarne la responsabilità. È probabile che il programma d´armamento 2005, che sarà esaminato dalle Camere nella sessione d´autunno, contenga anche la parte incontestata del programma 2004. "In tal caso - ha precisato - potrebbe superare il miliardo di franchi. Si dovrà anche ricalcolare il costo del sistema Florako, a causa del ritardo accumulato".

Le Camere federali, che in conferenza di conciliazione non sono riuscite a mettersi d´accordo sull´acquisto, per 109 milioni di franchi, di due aerei da trasporto Casa C-295M di fabbricazione spagnola, non avevano altra scelta che approvare o buttare alle ortiche l´intero programma. La conferenza di conciliazione ha proposto l´acquisto dei due velivoli da trasporto, con 14 voti contro 11. Il Consiglio degli Stati ha avallato tacitamente questa proposta.

Maggioritari agli Stati ma non al Nazionale, radicali e democratici cristiani ritenevano necessario l´acquisto dei due aerei da trasporto sia per rispondere alle necessità dell´esercito che dei servizi federali. Ne hanno fatto una questione di principio ma non ce l´hanno fatta a superare il "fuoco di sbarramento" di UDC e PS. L´insolita alleanza creatasi fra deputati democentristi e la sinistra ha così retto fino all´ultimo. La sinistra non ha voluto l´acquisto perché contraria a spese militari che giudica inutili, l´UDC perché opposta all´intervento dell´esercito all´estero.

Il popolo ha accettato la riforma dell´esercito e i suoi impieghi all´estero, ha sottolineato Fulvio Pelli (PLR/TI). Si tratta ora di dare ai nostri militi i mezzi per rispondere alle missioni loro attribuite. Bocciando per la prima volta un programma d´armamento - ha detto Pelli - si lancia un segnale negativo e si demotivano i soldati. Pelli ha in particolare biasimato l´atteggiamento "incoerente" dell´UDC, ricordando che deve ora "sopportarne le conseguenze, assumendosi le responsabilità". Sia il PLR che il PPD hanno sottolineato l´"irresponsabilità" dell´UDC e dell´ala rosso-verde.

Ma è stato tutto inutile. "Sono finiti i tempi in cui i programmi d´armamento erano accettati senza fare una piega", ha rilevato Christian Miesch (UDC/BL). A suo modo di vedere, acquistare i due velicoli significa indirizzare l´esercito in una falsa direzione: quella delle missioni all´estero. "Il nostro rifiuto non cambia il nostro sostegno a un esercito di milizia forte", ha precisato Caspar Baader (UDC/BL), che con una mozione invita il Consiglio federale a ripresentare al parlamento, entro giugno, gli acquisti incontestati del programma d´armamento 2004.

La sinistra si è dal canto suo stupita della decisione della conferenza di conciliazione. Essa avrebbe dovuto proporre di rinunciare agli aerei, ha affermato Werner Marti (PS/GL), ritenendo che essa ha sottovalutato i rapporti di forza tra i Consigli. Egli ha ricordato che i socialisti erano scettici sin dall´inizio sull´intero programma d´armamento.

L´acquisto dei due aerei da trasporto è un vecchio progetto. Il Consiglio federale lo auspicava da anni. Lo ha tuttavia rinviato, sia perché non poteva scegliere il fornitore, sia perché preferiva temporeggiare sulle missioni all´estero, sia, ancora, perché dava la precedenza al rigore finanziario.

In parlamento, Samuel Schmid ha detto che la bocciatura dell´intero programma 2004 "non è la fine del mondo". L´esercito non sarà rimesso in causa, ha aggiunto il ministro della difesa. "Si dovranno tuttavia contenere i danni collaterali di una simile decisione del parlamento", che Schmid ha invitato ad "assumere le sue responsabilità". Gli aerei da trasporto si possono anche noleggiare - ha ricordato - ma non in caso di crisi, quando si tratta, per esempio, di rimpatriare urgentemente svizzeri in difficoltà all´estero".

In occasione di un primo round, il programma d´armamento 2004 era già stato amputato dai due Consigli dell´acquisto di 12 carri blindati per il genio e lo sminamento, per i quali il governo chiedeva una spesa di 129 milioni di franchi. Il resto del programma d´armamento non era contestato.

Esso comprendeva l´integrazione del sistema di trasferimento dei dati Data Link nel sistema Florako di sorveglianza aerea (268 milioni), due piattaforme di simulazione di tiro al laser per esercizi da combattimento (95 milioni), 105´000 elmetti "balistici" di materiale sintetico (35 milioni) e 49 container da circa 9000 litri per il rifornimento di carburante (11 milioni).