La commissione non ha preso alcuna decisione sul modo per compensare il miliardo di franchi promesso dalla Svizzera all'UE, destinato - secondo Berna - ai nuovi membri e il cui versamento dovrebbe essere scaglionato su un arco di cinque anni, ha indicato oggi alla stampa il suo presidente Peter Briner (PLR/SH).
La commissione ha tuttavia lanciato un segnale al Consiglio federale, ritenendo che l'operazione non debba essere realizzata a scapito dell'aiuto al Terzo Mondo. Sarebbe inopportuno - ha spiegato Briner - far sopportare alle popolazioni povere d'Africa le conseguenze dell'aiuto fornito a quelle meno povere dell'Europa dell'Est.
La commissione lascia al Consiglio federale la competenza di decidere e trovare il denaro e attende che gli sottoponga un progetto. Il governo può compensare il miliardo - come ha indicato- nel budget dei dipartimenti degli affari esteri e dell'economia. Il governo è poi libero, se lo desidera, di «rosicchiare» nei bilanci degli altri dipartimenti. La commissione - ha detto Christiane Brunner (PS/GE) - è aperta a qualsiasi compensazione, senza precisare dove realizzarla. Il compito - ha aggiunto - spetta al Consiglio federale.
Questo testo permette alla Svizzera di sostenere i nuovi membri dell'UE, ma anche tutti gli altri paesi dell'ex blocco comunista. Tuttavia, varare anche una legge speciale per contribuire alla coesione dell'UE, secondo il presidente Briner, sarebbe un falso segnale lanciato a Bruxelles.
La commissione ha proposto al plenum di adottare la legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est con 7 voti senza opposizione. Per il resto, la commissione sostiene pienamente la linea difesa dal Consiglio federale nei negoziati con Bruxelles. La Svizzera intende attribuire una parte del miliardo solo ai nuovi membri dell'UE e non ad altri come Spagna, Grecia o Portogallo.