<p>BERNA, 21 ott (ats) In Svizzera sono 300'000 le persone che dipendono dall'aiuto sociale. Per rimediare a questa situazione la commissione della sicurezza sociale del Consiglio nazionale vuole varare una strategia di lotta alla povertà.
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«La povertà esiste in Svizzera e il problema si è aggravato negli ultimi anni», ha dichiarato oggi alla stampa Christine Goll (PS/ZH), presidente della commissione. Ebbene, in questo settore - ha ricordato - la Svizzera è sempre priva di una strategia nazionale.

Su proposta della sottocommissione «Minimo vitale», primo organo parlamentare nazionale ad affrontare il tema della povertà, la commissione ha adottato una mozione che, una volta accolta dal parlamento, incarica il Consiglio federale di convocare una conferenza nazionale sull'integrazione professionale e sociale. La conferenza dovrà concepire un piano di lotta alla povertà.

Il minimo vitale deve anche beneficiare di un esonero fiscale, chiede la commissione in un'iniziativa parlamentare. L'esonero era già stato approvato dal parlamento nell'ambito del pacchetto fiscale, però respinto in votazione popolare nel maggio del 2004.

Dato che le famiglie monoparentali sono più esposte alla povertà, la commissione ha anche adottato un postulato che propone un'armonizzazione nazionale degli anticipi e della copertura delle pensioni alimentari. «Attualmente - ha detto la Goll - gli anticipi variano dai 400 franchi a Neuchâtel o Friburgo ai 1157 franchi nel Cantone di Zugo, ciò che è assolutamente ingiustificato».

Inoltre, il Consiglio federale deve regolarmente indagare sulla povertà, chiede la commissione in un'altra mozione. Come gli altri tre, anche questo provvedimento è stato adottato all'unanimità.

Una quinta raccomandazione resta in sospeso. La commissione ha infatti rinviato a una sottocommissione una modifica della legge sull'assicurazione disoccupazione che permetterebbe alle persone che non adempiono le condizioni per ottenere indennità (in particolare i disoccupati che le hanno esaurite) di beneficiare di misure di formazione e di lavoro.

Con 12 voti contro 10, la commissione ha anche respinto l'idea di una consultazione su una legge quadro relativa all'aiuto sociale su scala federale. Già adottata dalla commissione nel 1999, la proposta era stata ritirata un anno dopo.